Una sfida globale che parte dai più piccoli
La miopia in età pediatrica è sempre più diffusa, tanto da essere definita una delle emergenze sanitarie del futuro. Secondo i dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, entro il 2050 metà della popolazione mondiale sarà affetta da questo difetto visivo. In Italia, i numeri sono già significativi: quattro persone su dieci risultano miopi, con percentuali che sfiorano il 90% in alcuni Paesi asiatici.
In questo contesto si inserisce la nuova campagna di sensibilizzazione nazionale, sostenuta dall’Associazione Pazienti Malattie Oculari (PMO), che promuove la settimana di attenzione sulla miopia giovanile in collaborazione con il Brien Holden Vision Institute.
Prevenire la miopia: il ruolo dello stile di vita
Il primo consiglio dei medici è chiaro: stare all’aria aperta almeno due ore al giorno. L’esposizione alla luce naturale rappresenta infatti un fattore protettivo essenziale per contrastare l’allungamento del bulbo oculare, che è alla base della miopia. Allo stesso tempo, è necessario limitare l’uso di dispositivi digitali come tablet e computer, specialmente durante le ore pomeridiane e serali.
«Osservare comportamenti corretti fin da piccoli può fare la differenza», spiega la dottoressa Elena Guzzon, responsabile del Servizio di Oculistica Pediatrica dell’ospedale di Borgo Roma. «Oltre alla prevenzione ambientale, ci sono anche opzioni terapeutiche specifiche per rallentare la progressione della miopia infantile».
Terapie disponibili: colliri, lenti speciali e controllo medico
Tra le soluzioni raccomandate, le linee guida internazionali indicano l’uso del collirio a base di atropina a basso dosaggio, che aiuta a limitare l’evoluzione del disturbo. Un’altra opzione è rappresentata dalle lenti oftalmiche a defocus periferico, progettate per modificare il profilo ottico dell’occhio e contrastare l’allungamento del bulbo.
Per i ragazzi più grandi esiste anche la possibilità di utilizzare lenti a contatto notturne, note come ortocheratologiche: indossate durante il sonno, modellano temporaneamente la curvatura della cornea. Questa tecnica, però, non è adatta a tutti e richiede monitoraggio continuo da parte dell’oculista pediatrico e dell’optometrista.
Un rischio che va oltre la vista sfocata
Come sottolinea il dottor Giacomo Panozzo, cofondatore di PMO, il pericolo non si esaurisce nel difetto visivo. La miopia avanzata può infatti predisporre a complicanze gravi come maculopatie, distacco di retina e glaucoma, patologie oculari che possono compromettere seriamente la vista nel lungo periodo.
Per questo motivo, gli specialisti invitano genitori e insegnanti ad osservare con attenzione i segnali nei bambini e a promuovere abitudini salutari fin dalla tenera età. La prevenzione è la chiave, e coinvolgere le famiglie in questa battaglia significa proteggere non solo la salute visiva, ma anche la qualità di vita futura delle nuove generazioni.
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