Lupi nel Veronese: 23 predazioni da inizio anno, ma la vera sfida è la convivenza

Avvistamenti in aumento, predazioni sotto controllo: gli esperti raccomandano attenzione alla gestione dei rifiuti per evitare comportamenti abitudinari

lupo in Lessinia

La presenza dei lupi nel territorio veronese è ormai una realtà accertata, confermata da frequenti avvistamenti e da un’intensificazione delle operazioni di sorveglianza. Le immagini condivise sui social li ritraggono in ambienti di montagna e pianura, mentre gli esperti invitano alla prudenza nella lettura dei dati: nonostante le segnalazioni di “20 esemplari sul Monte Baldo”, al momento è confermata la presenza di un solo branco autoctono nella zona.

Predazioni in calo, ma l’alpeggio potrebbe cambiare le cose

Dal 1° gennaio al 5 aprile 2025, sono stati registrati 23 episodi di predazione in tutta la provincia di Verona. Un numero contenuto, che però potrebbe salire nei prossimi mesi con l’arrivo della stagione dell’alpeggio, quando gli animali domestici tornano a pascolare all’aperto. Gli esperti sottolineano anche il ruolo del meteo stagionale, che inciderà sull’attività predatoria del lupo e sulla disponibilità di altre prede selvatiche.

Prevenzione e comportamento: le chiavi della convivenza

Secondo Damiano Cappellari, comandante della Polizia Provinciale, la chiave per prevenire gli episodi di predazione è anche nelle buone pratiche dei cittadini e degli allevatori: «La corretta gestione dei rifiuti umidi e delle placente animali dopo i parti nei pascoli è fondamentale. Se il lupo associa la presenza umana al cibo, tornerà regolarmente nei pressi delle abitazioni». In questo senso, è stato diffuso un vademecum regionale con le linee guida per la convivenza, distribuito a tutti i Comuni veneti.

Il comportamento dell’animale, spiegano gli esperti, non deve essere frainteso: un lupo che osserva da lontano non sta attaccando, ma semplicemente analizza l’ambiente circostante. Non è raro che alcuni esemplari si avventurino di notte nelle strade deserte di piccoli paesi, senza rappresentare un rischio immediato.

I numeri europei e il ruolo ecologico del predatore

Uno studio condotto in 34 Paesi europei, pubblicato sulla rivista Plos Sustainability and Transformation da Cecilia di Bernardi e Luigi Boitani, evidenzia una forte ripresa della popolazione di lupi in Europa: dagli 12.000 esemplari nel 2012 ai 21.500 nel 2022. Le predazioni sul bestiame restano basse (0,02%), ma hanno comunque comportato indennizzi per 17 milioni di euro.

Dal punto di vista ecologico, il lupo contribuisce al contenimento della fauna selvatica come cinghiali, caprioli e cervi, ma anche di animali più piccoli come lepri e nutrie. Sul Monte Baldo, ad esempio, il predatore aiuta a regolare la popolazione di camosci di bosco, una specie reintrodotta che ha sofferto in passato epidemie come la cheratocongiuntivite.

Verso un possibile cambio di status: cosa cambia?

A livello normativo, si discute in Europa del declassamento del lupo da specie “particolarmente protetta” a semplicemente “protetta”. Se approvato, le Regioni italiane acquisirebbero competenze in materia di contenimento, ma solo previo parere dell’Ispra, l’Istituto Superiore per la Protezione Ambientale. Ad oggi, in Veneto, sono tre o quattro i casi in valutazione relativi a lupi considerati “problematici” o eccessivamente confidenti. Ogni altra forma di intervento non autorizzata, come il bracconaggio, continuerà a essere perseguita penalmente.

Redazione

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