Il torrino dell’acqua di Minerbe, che per decenni ha rappresentato un’infrastruttura fondamentale per la distribuzione idrica, è stato demolito nella mattina di sabato 8 marzo. La struttura, situata in via Trento, era utilizzata in passato dal Cisiag, l’ente che gestiva il servizio idrico prima della nascita di Acque Veronesi, ma risultava in disuso da oltre dieci anni.
Le torri piezometriche, come quella abbattuta, garantivano la pressione nelle condotte e servivano come riserva d’acqua nei periodi di siccità. Tuttavia, con l’evoluzione della tecnologia e il miglioramento degli impianti di pompaggio, queste strutture sono diventate obsolete, mentre i costi di manutenzione elevati ne hanno reso antieconomico il mantenimento.
L’operazione di demolizione
L’abbattimento della torre piezometrica di Minerbe è avvenuto tramite un’esplosione controllata, eseguita da tecnici specializzati. Il piano, coordinato in sinergia tra Acque Veronesi, Questura, Comune e Polizia locale, ha previsto l’evacuazione temporanea di cinque abitazioni nel raggio di 150 metri dal punto di detonazione. L’intera operazione si è svolta in circa due ore, senza complicazioni.
Dal 2019, si tratta del quinto torrino demolito da Acque Veronesi, dopo quelli di San Vito di Legnago, Zimella, Veronella e Povegliano. Attualmente, nella provincia di Verona rimangono ancora 31 torri piezometriche, di cui 13 ancora funzionanti e 18 fuori servizio.
Autorità presenti all’evento
Alla demolizione hanno assistito diverse autorità, tra cui Stefano De Pietri, vicepresidente di Acque Veronesi, Adriano Pimazzoni, consigliere di amministrazione, il direttore generale Diego Macchiella e il sindaco di Minerbe Andrea Girardi.
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