Il conflitto in Sudan ha provocato una delle più gravi crisi umanitarie al mondo, ma rimane tristemente ignorato dalla comunità internazionale. In meno di un anno e mezzo, la violenza ha costretto circa 8 milioni di sudanesi a lasciare le proprie abitazioni, mentre circa 3 milioni hanno cercato rifugio oltre confine. Con una popolazione di 48 milioni di persone, quasi metà della nazione vive in condizioni di grave insicurezza alimentare, con circa 13 milioni che rischiano la carestia. Le vittime, anche se difficili da quantificare a causa della mancanza di dati ufficiali, si contano a decine di migliaia, se non addirittura centinaia di migliaia.
Per sensibilizzare l’opinione pubblica su questa tragedia, l’Università di Verona ospiterà il convegno “Sudan: un conflitto dimenticato”, in programma oggi alle 20:30, nell’aula T1 del Polo Zanotto. L’evento è parte della serie di incontri Martedì del mondo, organizzati in collaborazione con diverse associazioni, tra cui Nigrizia, Cestim, il Centro missionario diocesano di Verona e le Comboniane, e mira a dare voce a una crisi che continua a passare inosservata.
Il convegno avrà l’obiettivo di approfondire la situazione in Sudan, grazie all’intervento di esperti e testimoni diretti. La discussione cercherà anche di esplorare il ruolo che l’Italia potrebbe svolgere come promotore di pace. “Non si tratta solo di numeri, ma di storie e vite umane che meritano di essere ascoltate e riconosciute“, affermano gli organizzatori. “Purtroppo, la tragedia del Sudan non riceve l’attenzione che merita, forse a causa di una visione distorta della gerarchia delle vittime“.
Il convegno vedrà la partecipazione di esperti come Sara De Simone, ricercatrice in Storia e istituzioni dell’Africa all’Università di Trento, Mario Giro, docente universitario ed ex viceministro degli Esteri, Adam Nor Mohammed, portavoce della comunità sudanese in Italia, e alcuni rappresentanti di Medici Senza Frontiere e dei missionari comboniani, collegati direttamente dal Sudan.
L’evento rappresenta anche un’occasione per rilanciare la solidarietà verso il Sudan in vista della Giornata internazionale dei diritti umani, che si celebrerà il 10 dicembre. Durante l’incontro, si chiederà alle istituzioni italiane di fare pressioni per favorire l’accesso umanitario nelle aree più colpite dal conflitto e di promuovere un cessate il fuoco. In particolare, sarà chiesto al governo italiano di rispettare la legge che vieta l’esportazione di armi verso le parti in conflitto, come stabilito dalle normative italiane ed europee.
L’incontro sarà accessibile anche in streaming sul canale YouTube Martedì del mondo e sulla pagina Facebook dedicata, per permettere a un pubblico più vasto di partecipare alla discussione e all’azione per il Sudan.
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