Verona si prepara a vedere fisicamente la filovia elettrica: nelle prossime ore arriveranno in città i sei primi filobus da 18 metri prodotti dalla svizzera Hess Carrosserie e già collaudati nei depositi Tper di Bologna. Si tratta dei mezzi che entro l’estate saranno sottoposti a prime prove tecniche nella zona Borgo Roma-Zai, senza passeggeri.
I veicoli, di colore bianco con strisce gialloblù, possono trasportare fino a 140 persone ciascuno. In totale, la flotta prevista sarà di 39 mezzi, di cui sei da 18 metri e 33 da 18,75 metri, che si muoveranno lungo i fili fuori dal centro città e grazie a batterie ricaricabili potranno percorrere anche tratti senza infrastruttura aerea.
Dopo 19 anni dalla scelta dell’allora amministrazione Tosi di optare per un sistema filoviario su gomma invece della tramvia su rotaia – già finanziata per il 60% dal Ministero – Verona vedrà finalmente un sistema di trasporto pubblico di massa a guida vincolata, alternativo agli autobus tradizionali, reso possibile anche dalla legge Tognoli del 1989 che prevedeva cofinanziamenti statali per i Comuni.
Parallelamente, in questo mese è stata attivata una linea di autobus sperimentale ATV dal parcheggio della Genovesa fino al centro città, un “assaggio” delle future funzionalità della filovia elettrica. Il servizio di filobus, dopo il periodo di prova e le autorizzazioni necessarie, partirà con la sperimentazione della Linea Ibrida, che collegherà il capolinea di Genovesa e il policlinico di Borgo Roma fino alla stazione di Porta Nuova e allo Stadio. Questa prima fase integrerà parti delle linee definitive, tra cui quelle da Verona sud a Ca’ di Cozzi e da San Michele allo Stadio, con parcheggi scambiatori previsti a Ca’ di Cozzi e a San Michele.
Il progetto ha un costo complessivo di 150 milioni di euro, di cui il 60% finanziato dal Ministero, con il resto a carico di Comune e Amt3, grazie anche a mutui e ai recenti 14 milioni di euro provenienti dal PNRR.
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