Soccorso Alpino Veneto, oltre mille interventi nel 2025: giovani escursionisti i più soccorsi

Il bilancio annuale conferma l’aumento delle richieste di aiuto in montagna: 1.199 interventi e 1.354 persone soccorse in tutto il Veneto

macchina del Soccorso Alpino

Il Soccorso Alpino e Speleologico Veneto ha superato anche nel 2025 la soglia dei mille interventi, confermando un trend in costante crescita negli ultimi anni. Secondo il bilancio annuale diffuso dal Cnsas Veneto, sono state 1.354 le persone soccorse nel corso di 1.199 interventi effettuati in collaborazione con le centrali operative del Suem 118 di Pieve di Cadore, Padova, Treviso, Verona e Vicenza.

La maggior parte degli interventi ha riguardato emergenze sanitarie, mentre in 17 casi il Soccorso Alpino è stato impegnato in operazioni di supporto alla Protezione Civile regionale e nazionale.

L’identikit della persona soccorsa sulle montagne venete è quello di un uomo italiano tra i 20 e i 30 anni, coinvolto soprattutto durante attività escursionistiche. L’escursionismo rappresenta infatti oltre la metà degli interventi effettuati, con il 52% dei casi registrati nel corso dell’anno.

Secondo il report, la crescita delle richieste di soccorso è legata all’aumento della frequentazione della montagna, spesso affrontata senza adeguata preparazione tecnica, fisica o con equipaggiamento insufficiente.

Tra le principali cause degli incidenti figurano cadute, inciampi e scivolate, che rappresentano il 22% degli interventi. Seguono problemi legati alle condizioni fisiche o psicofisiche delle persone soccorse, perdita dell’orientamento e cadute dall’alto o ruzzolamenti.

Il Soccorso Alpino segnala anche un aumento delle situazioni di difficoltà legate all’impreparazione degli escursionisti, con numerose richieste di aiuto per sfinimento, incapacità di proseguire o smarrimento lungo i sentieri.

Nel 2025 sono stati registrati anche 71 interventi di ricerca per persone disperse, che hanno coinvolto complessivamente 79 soggetti non rientrati a casa dopo escursioni o attività in montagna.

Un ruolo sempre più centrale viene svolto dall’elisoccorso. L’utilizzo dell’elicottero interessa ormai circa il 40-45% delle operazioni e rappresenta uno strumento fondamentale per raggiungere rapidamente aree difficili o impervie.

Nonostante questo, il Soccorso Alpino sottolinea come il lavoro delle squadre a terra resti indispensabile, sia negli interventi dove l’elicottero non può operare sia nel supporto logistico e operativo durante le missioni aeree.

Grande attenzione continua a essere dedicata alla formazione dei soccorritori, considerata essenziale per garantire sicurezza ed efficacia negli interventi. Nel corso del 2025 sono stati organizzati 1.614 eventi formativi con oltre 15mila presenze complessive di volontari.

Dal report emerge inoltre che il 41% delle persone soccorse risultava illeso, mentre il 45% riguardava casi sanitari di lieve entità. Una percentuale che, secondo il Cnsas, conferma come molti utenti considerino ormai il Soccorso Alpino un punto di riferimento anche per evitare situazioni di rischio più gravi.

Altro dato significativo riguarda la copertura assicurativa degli escursionisti. Il 96% delle persone soccorse non era iscritto al Cai né disponeva di una polizza personale per attività in montagna.

Il presidente del Soccorso Alpino e Speleologico Veneto, Giuseppe Zandegiacomo Sampogna, ha evidenziato come l’aumento degli interventi rappresenti un segnale preoccupante. “Ci piacerebbe vedere diminuire i soccorsi, perché significherebbe meno incidenti e meno persone in difficoltà”, ha spiegato.

Nell’area delle province di Verona, Vicenza e Padova sono stati effettuati oltre 420 interventi, gestiti dalle sei stazioni operative del territorio: Arsiero, Padova, Recoaro-Valdagno, Schio, Sette Comuni e Verona.

Il delegato del Soccorso Alpino Prealpi Venete, Roberto Morandi, ha sottolineato anche il crescente utilizzo dei droni nelle operazioni di ricerca. I sistemi dotati di telecamere termiche consentono infatti di individuare più rapidamente eventuali dispersi e di esplorare aree particolarmente pericolose per i soccorritori.

Importante anche il rafforzamento della collaborazione con le centrali operative del 118 e con le basi di elisoccorso di Verona e Padova, quest’ultima potenziata con l’introduzione quotidiana del tecnico di elisoccorso a bordo.

Il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, ha definito il lavoro del Soccorso Alpino “un’attività salvavita di eccezionale importanza”, ringraziando volontari e operatori per il costante impegno nelle emergenze in ambiente montano.

Redazione

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