Sanità digitale e intelligenza artificiale, a Verona il futuro delle cure

Dalla cartella sanitaria elettronica ai sensori indossabili, fino agli algoritmi di intelligenza artificiale: il seminario promosso dall'Ordine degli Ingegneri di Verona nell'ambito di DIGITALmeet approfondisce il ruolo delle nuove tecnologie nella medicina

Intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale, i dispositivi indossabili e la gestione digitale dei dati sanitari stanno trasformando l’organizzazione delle cure. Le nuove tecnologie aprono prospettive per il monitoraggio dei pazienti, l’accesso ai servizi e l’integrazione tra le diverse figure professionali che operano nel settore sanitario.

A questi temi è stato dedicato il seminario «E-Health: dalla digitalizzazione all’IA, come cambia la sanità per curare meglio», promosso dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e provincia in collaborazione con la Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto (FOIV).

L’iniziativa si è svolta nell’ambito di DIGITALmeet, il festival nazionale dedicato alla diffusione della cultura digitale, e ha riunito esperti provenienti dal mondo accademico, sanitario, tecnologico e industriale.

Al centro del confronto, le opportunità offerte dalla trasformazione digitale e il contributo delle competenze ingegneristiche alla progettazione di servizi sanitari più accessibili, efficienti e sicuri.

Andrea Falsirollo: “Curare meglio passa anche dal lavoro degli ingegneri”

Ad aprire il seminario è stato Andrea Falsirollo, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Verona, che ha evidenziato il significato dell’iniziativa per la categoria professionale.

Per la prima volta, infatti, l’Ordine ha dedicato un appuntamento formativo specifico alla sanità digitale, scegliendo di inserirlo nel programma di DIGITALmeet per favorire un confronto su un tema che interessa l’intera comunità.

Secondo Falsirollo, l’applicazione delle tecnologie informatiche e delle telecomunicazioni alla medicina deve perseguire obiettivi concreti: facilitare l’accesso alle prestazioni, migliorare l’efficienza dei servizi e semplificare il rapporto tra cittadini e strutture sanitarie.

Il presidente ha inoltre richiamato il ruolo dell’ingegneria nella valutazione dei rischi, nell’integrazione dei sistemi e nella gestione di infrastrutture tecnologiche sempre più complesse.

“Con l’Intelligenza Artificiale questo ruolo cresce, perché ogni innovazione che tocca la salute delle persone richiede rigore e trasparenza. Curare meglio passa anche dal lavoro degli ingegneri” ha sottolineato Falsirollo.

Fascicolo sanitario elettronico 2.0, il progetto della Regione Veneto

Uno degli argomenti affrontati durante il seminario è stato il Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, strumento centrale nel percorso di digitalizzazione della sanità.

A illustrarne le prospettive è stata Francesca Vanzo, responsabile dell’Unità di Project Management Office del Consorzio Arsenàl.IT.

L’intervento ha approfondito le infrastrutture tecnologiche, le attività di monitoraggio e i processi di co-creazione dei servizi legati all’evoluzione della sanità digitale nella Regione del Veneto.

L’attenzione si è concentrata sull’importanza di sviluppare sistemi capaci di sostenere l’innovazione dei servizi e di favorire una gestione più integrata delle informazioni sanitarie.

Sensori indossabili e machine learning per il monitoraggio dei pazienti

Il programma ha dedicato spazio anche alle tecnologie che consentono di raccogliere e analizzare informazioni sullo stato di salute attraverso dispositivi indossabili.

Valeria Galli, con un dottorato conseguito all’ETH di Zurigo, ha presentato un approfondimento sui sensori destinati al monitoraggio continuo.

L’intervento ha riguardato in particolare lo sviluppo di algoritmi di machine learning e l’analisi dei segnali, due ambiti che contribuiscono all’elaborazione dei dati raccolti dai dispositivi.

Queste tecnologie rappresentano un settore di ricerca importante per la medicina digitale, soprattutto per le applicazioni che richiedono l’osservazione continuativa di parametri fisiologici.

Ingegneria clinica e monitoraggio emodinamico

Un’altra parte dell’incontro ha esaminato il rapporto tra strumenti tecnologici, organizzazione sanitaria e professionisti della cura.

Giancarlo Conti, direttore del Servizio di Ingegneria Clinica dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, ha approfondito il ruolo dell’ingegnere clinico nell’integrazione tra dispositivi, competenze professionali e processi assistenziali.

Il seminario ha poi affrontato l’ecosistema digitale del monitoraggio emodinamico, attraverso gli interventi di tre specialisti del settore.

Sono intervenuti Lorenzo Camiletti, ingegnere clinico e socio AIIC, Elisa Cicali, Sales Specialist di Philips, e Alberto Faglia, ingegnere biomedico e Sales Leader di Philips.

Il confronto ha permesso di esaminare il contributo delle tecnologie digitali al monitoraggio dei parametri emodinamici e alla loro integrazione nei contesti clinici.

Università di Verona, le tecnologie intelligenti per la medicina di innovazione

La parte conclusiva dell’appuntamento è stata dedicata alle prospettive della ricerca e alle applicazioni delle tecnologie intelligenti nella medicina.

A intervenire sono state Gloria Menegaz, professoressa di Bioingegneria all’Università di Verona, e Lorenza Brusini, Assistant Professor presso il Dipartimento di Ingegneria per la Medicina di Innovazione dello stesso ateneo.

Il contributo delle due docenti ha collegato il mondo della ricerca universitaria alle nuove possibilità offerte dalla salute digitale, evidenziando il ruolo delle competenze scientifiche e ingegneristiche nello sviluppo delle applicazioni biomediche.

Sicurezza dei dati e competenze digitali, le sfide della sanità del futuro

La trasformazione digitale della sanità richiede competenze che vanno oltre l’utilizzo dei singoli dispositivi.

Durante il seminario è emersa l’importanza di ambiti trasversali come la sensoristica, la gestione dei dati, la sicurezza informatica e l’integrazione dei sistemi tecnologici.

Si tratta di conoscenze rilevanti non soltanto per ospedali e strutture sanitarie, ma anche per numerosi settori industriali nei quali vengono utilizzate tecnologie digitali avanzate.

L’incontro promosso dall’Ordine degli Ingegneri di Verona e dalla FOIV ha quindi posto in evidenza il ruolo dell’ingegneria come collegamento tra innovazione tecnologica e bisogni concreti dei pazienti.

L’obiettivo condiviso è accompagnare l’evoluzione della medicina attraverso strumenti affidabili, processi organizzativi efficienti e un utilizzo responsabile dell’intelligenza artificiale.

Redazione

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