Un boato improvviso ha squarciato il silenzio del pomeriggio a Prun, frazione collinare del comune di Negrar, nel Veronese. Una violenta esplosione ha distrutto una palazzina di tre piani, provocando la morte di un uomo e il ferimento di altre tre persone, tutte estratte vive dalle macerie dai soccorritori intervenuti sul posto.
La vittima è Bruno Savoia, 68 anni, il cui corpo è stato individuato sotto un cumulo di detriti dai Vigili del fuoco impegnati nelle operazioni di ricerca e messa in sicurezza dell’area. Il recupero è avvenuto diverse ore dopo lo scoppio, al termine di un lavoro complesso reso difficile dall’instabilità della struttura e dall’enorme quantità di materiale crollato.
Prima del ritrovamento dell’uomo, i soccorritori avevano già tratto in salvo tre persone: la moglie della vittima, Rosanna Marchesini, il figlio Cristian e un conoscente, Roberto Sartori. Tutti sono stati trasportati all’ospedale di Borgo Trento, a Verona. Le loro condizioni, secondo quanto riferito dalle autorità locali, non sarebbero gravi. Alcuni testimoni hanno riferito che i feriti apparivano coscienti al momento dell’estrazione.
Secondo le prime ricostruzioni, la deflagrazione sarebbe stata provocata da una fuga di gas, con ogni probabilità riconducibile a una bombola presente all’interno dell’abitazione. Diversi residenti della zona hanno raccontato di aver avvertito un forte odore di gas poco prima dell’esplosione, seguito da un’esplosione così potente da essere percepita a distanza. L’onda d’urto ha investito anche edifici vicini, causando danni strutturali che dovranno essere valutati nei prossimi giorni dai tecnici incaricati.
Il sindaco di Negrar, Fausto Rossignoli, si è recato immediatamente sul luogo della tragedia. Ha confermato che i feriti non sarebbero in pericolo di vita e ha sottolineato come le testimonianze raccolte indichino chiaramente la presenza di un forte odore di gas prima del boato. Le autorità locali stanno ora lavorando per chiarire con precisione la dinamica dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità.
Sul posto è intervenuto anche il pubblico ministero Carlo Boranga, che coordinerà gli accertamenti tecnici necessari a ricostruire le cause dell’esplosione. L’area è stata completamente transennata e le forze dell’ordine hanno impedito l’accesso ai non autorizzati, sia per garantire la sicurezza sia per consentire agli investigatori di operare senza intralci.
Le operazioni di soccorso hanno richiesto un imponente dispiegamento di mezzi e personale. I Vigili del fuoco hanno lavorato per ore tra le macerie, utilizzando attrezzature specializzate per individuare eventuali persone intrappolate e per scongiurare ulteriori crolli. La priorità è stata fin da subito la ricerca di superstiti, seguita dalla messa in sicurezza dell’intera area interessata dall’esplosione.
La comunità di Prun e di Negrar è rimasta profondamente scossa dall’accaduto, in un territorio solitamente lontano da episodi di tale gravità. L’esplosione ha trasformato in pochi istanti una palazzina residenziale in un cumulo di macerie, lasciando un segno profondo nel tessuto sociale della frazione.
Nei prossimi giorni saranno effettuate verifiche strutturali sugli edifici circostanti per valutare l’entità dei danni causati dall’onda d’urto. Parallelamente, proseguiranno gli accertamenti tecnici per confermare l’origine della fuga di gas e stabilire con esattezza la sequenza degli eventi che ha portato alla tragedia.
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