Verona, studenti in piazza per la Giornata dello Studente: “Più fondi a scuola, meno alle armi”

Giovedì 14 novembre mobilitazione regionale in tutto il Veneto promossa dalla Rete degli Studenti Medi e dall’UDU. Al centro della protesta il divario tra spese militari e investimenti nell’istruzione.

Anche Verona si prepara a scendere in piazza per la Giornata dello Studente 2025, in programma giovedì 14 novembre, nell’ambito della mobilitazione regionale organizzata dalla Rete degli Studenti Medi del Veneto e dall’Unione degli Universitari (UDU). Gli studenti delle scuole superiori e delle università veronesi si uniranno ai coetanei di tutto il Veneto per chiedere maggiori investimenti nel sistema educativo e una legge di bilancio più equa, che privilegi il diritto allo studio rispetto alle spese per la difesa.

Secondo i promotori, l’attuale impostazione della manovra finanziaria evidenzia una sproporzione crescente tra fondi destinati agli armamenti e risorse per l’istruzione. «Il governo Meloni aumenta i fondi per la difesa mentre le scuole cadono a pezzi e il diritto allo studio è sempre più a rischio», ha dichiarato Viola Carollo, coordinatrice regionale della Rete degli Studenti Medi, sottolineando come la situazione delle strutture scolastiche e dei servizi agli studenti resti critica in molte province venete.

Dall’UDU Verona, Greta Leonardi ha ribadito le preoccupazioni del mondo universitario: «Mentre il governo destina risorse alla militarizzazione, università e scuole vengono sistematicamente definanziate». A preoccupare ulteriormente è la proposta di inserire rappresentanti del Ministero nei consigli di amministrazione degli atenei, un intervento che, secondo gli studenti, rischierebbe di limitare l’autonomia universitaria e la libertà accademica.

La manifestazione del 14 novembre sarà dunque un momento di mobilitazione collettiva per chiedere più fondi all’istruzione pubblica, borse di studio realmente accessibili e un piano strutturale per garantire edifici sicuri e spazi adeguati all’apprendimento. A Verona, come in altre città venete, sono previste assemblee pubbliche, cortei e interventi dal palco per dare voce alle rivendicazioni del mondo studentesco.

Gli organizzatori ricordano che la protesta non è solo contro i tagli, ma vuole essere una chiamata al futuro: una richiesta di attenzione concreta alle esigenze delle nuove generazioni, troppo spesso escluse dalle scelte politiche che riguardano il loro percorso di crescita.

Redazione

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