Mobilità docenti: in Veneto accolte oltre 3.500 richieste, Verona fanalino di coda

Cresce l’efficacia del sistema scolastico nel rispondere alle richieste di trasferimento: bene Vicenza e Rovigo, resta indietro Verona

Nel Veneto sono state accolte 3.595 domande di mobilità presentate dagli insegnanti per l’anno scolastico 2025/2026, segnando un miglioramento nella gestione complessiva del sistema rispetto al passato. Il dato rappresenta il 59,7% delle 6.022 richieste totali, in crescita rispetto al 54% dell’anno 2023/24, a conferma di una maggiore capacità del sistema scolastico regionale di rispondere alle esigenze di spostamento dei docenti.

I dati includono trasferimenti, passaggi di ruolo e cattedra, ma escludono le domande in ingresso da fuori regione. Il numero più elevato di richieste accolte è stato registrato a Vicenza (704), Padova (679) e Treviso (666). Tuttavia, è Rovigo a distinguersi per la percentuale più alta di accoglimento, con il 70,37%, seguita da Padova (67,56%) e Belluno (62,59%). Verona si ferma al 50,67%, risultando l’ultima in graduatoria regionale.

Guardando ai soli trasferimenti veri e propri, senza considerare i passaggi di cattedra o ruolo, sono 3.132 i docenti coinvolti, di cui 2.423 hanno cambiato sede all’interno del Veneto, 155 sono arrivati da altre regioni, e 554 hanno lasciato la regione per altre destinazioni. Anche in questo caso, le province con il maggior numero di movimenti sono Vicenza (613), Padova (597) e Treviso (565).

Secondo il direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale del Veneto, la mobilità va interpretata non solo come risposta a esigenze personali, ma anche come uno strumento per garantire continuità didattica e valorizzazione professionale. Le nuove deroghe introdotte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) avrebbero contribuito a migliorare la gestione complessiva, contenendo gli effetti della crescita delle richieste.

L’incremento dell’accoglimento delle domande rappresenta un segnale positivo: una scuola più flessibile è anche una scuola che sa adattarsi meglio alle necessità di chi la vive quotidianamente, offrendo maggiore stabilità tanto agli insegnanti quanto agli studenti.

Redazione

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