Nel Veronese si è conclusa con successo la semina del riso, nonostante le difficoltà causate dalle piogge primaverili. Il territorio ha mostrato una buona capacità di adattamento, anche grazie alla composizione sabbiosa dei terreni, che ha permesso un rapido assorbimento dell’acqua, limitando i ritardi nei lavori agricoli. Qui si concentra il 90% delle superfici coltivate a riso in Veneto, pari a circa 2.200 ettari, rispetto ai 550 della provincia di Rovigo, dove le condizioni climatiche hanno inciso più pesantemente.
Il presidente dei risicoltori di Confagricoltura Verona, Romualdo Caifa, ha sottolineato che, sebbene vi siano stati alcuni ritardi, la flessibilità degli agricoltori ha evitato gravi criticità. Chi non ha potuto seminare in asciutta ha optato per la semina in acqua, strategia che ha permesso di mantenere i tempi agricoli sotto controllo. Ora l’attenzione si sposta sulle condizioni meteorologiche delle prossime settimane.
Il Vialone Nano, varietà tipica e pregiata del territorio veronese, richiede particolare attenzione. È una pianta sensibile, che soffre facilmente le temperature estreme, come accaduto nell’estate 2024, quando il caldo intenso tra luglio e agosto ha compromesso parte della fioritura, causando la perdita di semi. Per quest’anno, gli agricoltori confidano in un’estate calda ma non eccessiva, per garantire uno sviluppo regolare delle colture.
Dal punto di vista economico, il mercato del riso mostra segnali positivi. Secondo le rilevazioni di Veneto Agricoltura, nel 2023 le superfici coltivate sono aumentate dello 0,8%, raggiungendo un totale di 3.050 ettari, mentre la produzione ha toccato le 15.900 tonnellate, con un incremento del 12,6% rispetto all’anno precedente. Sul fronte dei prezzi, il risone ha registrato un andamento altalenante ma nel complesso favorevole, mantenendo valori superiori rispetto al 2022 per tutto il primo semestre, con un +23% in media.
Questi numeri confermano la resilienza del comparto risicolo veneto, in particolare nel Veronese, dove la coltivazione del riso rappresenta non solo un’attività economica rilevante, ma anche un tratto distintivo del paesaggio e dell’identità agricola locale. Le aspettative per il 2025 restano quindi positive, a patto che le condizioni climatiche restino favorevoli durante i mesi cruciali per la maturazione.
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