Verona compie un passo avanti nella conservazione e nello studio del suo patrimonio architettonico grazie a nuovi rilievi 3D ad altissima definizione dell’Arena e del Ponte di Castelvecchio. Il progetto, avviato dal Collegio Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Verona, vede la collaborazione del Comune di Verona e dell’azienda Stonex, leader nel settore della misurazione e rilevazione.
Un’innovazione utile per restauri e monitoraggi
Il rilievo in 3D permetterà di monitorare l’erosione e il deterioramento dei monumenti, fornendo strumenti di precisione per interventi di restauro mirati. Attraverso la tecnica della nuvola di punti, i dati raccolti vengono elaborati per ottenere modelli tridimensionali estremamente dettagliati, senza la necessità di contatto diretto con le strutture storiche, evitando così possibili danni.
Le operazioni sono state condotte con tecnologie avanzate fornite da Stonex, tra cui scanner fotogrammetrici, laser scanner SLAM e droni, che garantiscono un’acquisizione rapida e accurata delle informazioni.
Un’esperienza formativa per gli studenti
Oltre alla sua importanza per la conservazione dei beni culturali, il progetto ha anche una forte valenza didattica: circa 120 studenti dell’Istituto Cangrande della Scala, indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio (C.A.T.), hanno partecipato ai rilievi sul campo. L’iniziativa consente ai ragazzi di toccare con mano le tecnologie di rilevamento più avanzate, offrendo loro un’opportunità concreta di formazione e crescita professionale.
Secondo Nicola Turri, vicepresidente del Collegio Geometri, i modelli 3D ottenuti saranno donati alla città e utilizzati come materiale didattico per tutti gli Istituti C.A.T. d’Italia, diventando un case study di riferimento per la formazione dei futuri tecnici del settore.
Un progetto che valorizza il patrimonio cittadino
La vicesindaca Barbara Bissoli, assessora ai Beni culturali e Paesaggio, ha sottolineato l’importanza del progetto per la valorizzazione dei monumenti simbolo di Verona e per la formazione degli studenti: “Partecipare a questa iniziativa può accendere nei ragazzi nuovi interessi per il loro futuro professionale”.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di digitalizzazione del patrimonio artistico che punta a rendere sempre più accessibili e fruibili i beni culturali, con vantaggi sia in ambito scientifico che educativo.
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