Verona, rincari su frutta e verdura fino al 70% dal produttore al supermercato

Il Comune pubblicherà i dati sui prezzi per aiutare i consumatori nelle scelte di acquisto

I prezzi di frutta e verdura registrano aumenti significativi lungo la filiera, con rincari che vanno dal 40 al 70% tra il prezzo pagato ai produttori e quello finale sugli scaffali dei supermercati. Per garantire maggiore trasparenza ai consumatori, il Comune di Verona, in collaborazione con Coldiretti e la Commissione di controllo prezzi Istat, ha avviato un progetto per monitorare e diffondere i dati sui prezzi medi dei prodotti ortofrutticoli.

Il progetto “Occhio al prezzo”

Attraverso il canale Telegram del Comune, totem informativi e comunicazioni periodiche alla stampa, verranno pubblicati i dati sui prezzi di frutta e verdura, comparando quelli rilevati al mercato ortofrutticolo di Verona con quelli praticati nella Grande Distribuzione Organizzata (GDO). Non verranno indicati i singoli punti vendita, ma saranno forniti prezzo medio, valore minimo e massimo per ciascun prodotto monitorato.

L’iniziativa, unica a livello nazionale, nasce nell’ambito dell’indagine mensile Istat sui prezzi al consumo e punta a offrire ai cittadini un utile strumento di orientamento negli acquisti.

Rincari significativi lungo la filiera

I dati già disponibili mostrano differenze di prezzo importanti. Ad esempio, nel luglio 2024:

  • L’insalata lattuga passava da 1,48 euro/kg al produttore a 2,67 euro/kg al supermercato (+45%).
  • I cetrioli salivano da 0,55 euro/kg a 2,06 euro/kg (+73%).
  • I pomodori da insalata venivano venduti a 0,80 euro/kg dai produttori e a 2,11 euro/kg nei supermercati (+62%).

Secondo Giorgio Girardi, responsabile dell’Area Economica e membro della Commissione prezzi del Comune, il problema è un evidente squilibrio nella distribuzione dei ricavi lungo la filiera: i produttori e i consumatori sono penalizzati, mentre gli intermediari trattengono la fetta più consistente dell’indotto.

Inflazione in crescita nel 2025

L’inflazione a Verona nel 2024 si è chiusa con un valore del 1,3%, al di sotto del 2%, considerato positivo. Tuttavia, secondo le previsioni di Maurizio Framba (Cgil), sarà difficile mantenere questi parametri nel 2025, con una tendenza all’accelerazione dei prezzi al consumo.

Il progetto del Comune arriva quindi in un momento cruciale, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza dei cittadini e favorire un maggiore equilibrio nella filiera agroalimentare.

Redazione

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