Il parco giochi di via Zenari 1, nel quartiere Valdonega di Verona, è stato intitolato a Matteo Sette, una delle vittime della strage ferroviaria di Crevalcore avvenuta nel 2005. La cerimonia di inaugurazione ha riunito autorità locali e la famiglia di Matteo, in un momento toccante dedicato al ricordo e alla memoria.
La tragedia ferroviaria del 2005
L’incidente ferroviario di Crevalcore, avvenuto il 7 gennaio 2005, è una delle tragedie più gravi nella storia ferroviaria italiana. Alle 12:53, il treno interregionale IR 2255, proveniente da Verona e diretto a Bologna, si scontrò frontalmente con un treno merci proveniente da Roma nei pressi della stazione di Bolognina di Crevalcore. L’impatto devastante causò la morte di 17 persone, tra cui i macchinisti dei due treni, e il trasferimento di altre 80.
Tra le vittime, due cittadini veronesi: Matteo Sette, 26 anni, e Bruno Nadali, 50 anni. Le carrozze coinvolte furono completamente distrutte, lasciando un segno indelebile nelle vite delle famiglie colpite e nella memoria della città di Verona.
Un giardino da ricordare
L’intitolazione del parco giochi a Matteo Sette è un gesto simbolico dell’amministrazione comunale per ricordare le vittime della tragedia. “Questo giardino è un luogo di vita, frequentato da famiglie e bambini, perfetto per ricordare Matteo e la sua energia”, ha dichiarato Federico Benini, assessore ai Giardini.
“Dedicando questo spazio a Matteo, simbolo della giovane età e del futuro spezzato, vogliamo commemorare tutte le vittime di quella tragica giornata e mantenere viva la memoria del terribile episodio,” ha aggiunto l’assessore.
Presenze e commozione
Alla cerimonia hanno partecipato i genitori di Matteo, Maria Luisa e Luigi, insieme a rappresentanti delle autorità civili e militari, tra cui il consigliere comunale Fabio Segattini e Gabriele Recchia per la Circoscrizione 2^. L’atmosfera è stata densa di emozione, con i presenti uniti nel ricordo di una vita spezzata troppo presto.
Questo gesto di intitolazione vuole non solo onorare la memoria di Matteo, ma anche ricordare l’importanza della sicurezza e della responsabilità nei trasporti pubblici, affinché tragedie simili non si ripetano mai più.
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