Una tragica fatalità ha strappato alla vita Francesca Rossi, 45enne docente di econometria presso l’Università di Verona, durante un’escursione sul Monte Legnone, la vetta più alta della provincia di Lecco. Francesca, ricercatrice e professoressa associata, è caduta per circa 200 metri nel vuoto mentre stava percorrendo un sentiero esposto nella zona del canalone Ovest. Il drammatico incidente è avvenuto domenica 13 ottobre, intorno alle 14, mentre la donna si trovava in compagnia del fratello.
Una brillante carriera accademica
Francesca Rossi aveva un percorso accademico di grande prestigio. Dopo aver insegnato alla London School of Economics e all’Università di Southampton, era entrata a far parte del corpo docente dell’Università di Verona, dove insegnava econometria. La sua scomparsa lascia un grande vuoto non solo nella comunità accademica, ma soprattutto nella vita dei suoi cari: Francesca lascia il marito Antonio e due figli piccoli, Clara e Giorgio.
Le circostanze della tragedia
Le cause dell’incidente non sono ancora del tutto chiare, ma si ipotizza che Francesca possa essersi sbilanciata o scivolata mentre percorreva il sentiero in cresta, a circa 2.200 metri di altitudine, nel territorio di Colico. La donna e suo fratello stavano scendendo dal Monte Legnone verso Pagnona quando è avvenuta la caduta. Nonostante l’allarme sia stato lanciato immediatamente, i soccorritori del soccorso alpino e l’elicottero del 118 hanno impiegato circa due ore per individuare e recuperare il corpo. Purtroppo, all’arrivo dei soccorritori, Francesca Rossi era già priva di vita.
Il fratello, visibilmente sotto shock, è stato accompagnato a valle dai soccorritori. La famiglia di Francesca, composta dai genitori Maria Teresa e Massimo e dal fratello Stefano, è ora devastata dal dolore.
Il funerale e l’addio
Francesca Rossi era originaria di Tirano, in Valtellina, ma risiedeva a Milano. Il funerale si terrà domani, 16 ottobre, alle ore 14.30, nella chiesa parrocchiale di San Martino a Tirano. La sua scomparsa ha scosso profondamente sia la comunità accademica che quella valtellinese, unite nel ricordare una donna brillante e appassionata, strappata troppo presto alla vita.
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