Legambiente ha monitorato sei punti lungo la sponda veronese del Lago di Garda, scoprendo che tre di essi sono inquinati. Il 2 luglio, l’associazione ha effettuato un controllo nell’ambito della sua campagna nazionale “Goletta dei Laghi”, focalizzandosi sulla qualità delle acque dei bacini lacustri italiani.
Risultati del monitoraggio
I sei punti analizzati si trovavano alle foci di fiumi e torrenti che affluiscono nel lago. Tre di questi punti hanno mostrato concentrazioni di escherichia coli ed enterococchi intestinali entro i limiti di legge: la foce del torrente Gusa, del torrente San Severo e del Rio Dugale dei Ronchi. Tuttavia, i torrenti Marra, Bosca e Rielo hanno evidenziato livelli di inquinamento elevati.
Confronto con anni precedenti
Nel 2022 e 2023, tutte le foci monitorate risultavano entro i limiti di legge. Nel 2021, però, la foce del torrente Marra era già stata segnalata come inquinata e quella del torrente Bosca come fortemente inquinata.
Fattori contributivi
Andrea Gentili, vicepresidente di Legambiente Verona, ha attribuito i risultati alle recenti piogge e ai cambiamenti climatici in corso. Questi fattori influenzano il flusso d’acqua nei torrenti, portando a periodi di siccità alternati a piogge intense che possono compromettere gli impianti di depurazione e aumentare l’inquinamento delle acque del lago.
Problemi del sistema di depurazione
Legambiente Veneto ha spiegato che il sistema di depurazione soffre della mancata separazione tra acque bianche e nere, portando all’intasamento degli impianti di collettamento durante le piogge intense. Questo provoca il rilascio di acqua piovana mista a scarichi fognari nel lago. Inoltre, i reflui zootecnici, dilavati dalle piogge, possono contribuire ulteriormente all’inquinamento.
Progetti futuri
Uno dei progetti chiave per il bacino del Garda è il rifacimento del collettore fognario. Sebbene Legambiente consideri essenziale il progetto, il posizionamento delle tubature lungo le rive del lago, anziché sulla strada, è motivo di preoccupazione. Attualmente, solo la sponda veneta ha un progetto definitivo approvato, mentre la sponda bresciana è ancora in fase di studio preliminare.
Dichiarazioni di Legambiente
Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto, ha sottolineato l’importanza del Lago di Garda come patrimonio idrico, economico e ambientale a livello italiano ed europeo. Ha evidenziato la necessità di una gestione unitaria del lago, trattandolo come un unico ecosistema con piani e progetti coordinati.
La ciclopista del Garda
Un altro punto da tenere sotto controllo è la ciclopista del Garda, criticata per la sua potenziale pericolosità e per i costi elevati. La Corte dei Conti ha avviato verifiche sui costi del progetto, che prevede una spesa di 8,5 milioni di euro per ogni chilometro realizzato. Legambiente chiede una riflessione più approfondita sul modello di sviluppo adottato per le sponde del lago.
Riflessioni finali
Raffaello Boni, presidente del Circolo il Tasso Baldo-Garda, ha ribadito l’importanza di proteggere e valorizzare l’ecosistema naturale del lago. Legambiente propone la creazione di un Osservatorio Interregionale per il Garda, coinvolgendo tutti gli attori del territorio per tutelare l’ecosistema e promuovere attività scientifiche e di ricerca a supporto della valorizzazione del territorio gardesano.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.