Il sistema di prenotazione e ritiro dei passaporti in Italia sta vivendo una fase di profondo rinnovamento, con l’introduzione di un’agenda “sine die” che promette di risolvere le annose problematiche di attesa e accessibilità. Un esempio lampante di questa evoluzione si trova a Verona e nella sua provincia, dove le nuove politiche implementate offrono una panoramica rincuorante sul futuro del servizio passaporti.
La rivoluzione di Verona
Sotto la direzione di Tea Mercoli e l’impulso del questore Roberto Massucci, dieci questure italiane, incluse quella di Verona, hanno avviato un progetto pilota che ridefinisce il concetto di prenotazione dei passaporti. Gli utenti possono ora accedere a un sistema di prenotazione aperto fino a 12 mesi in anticipo, con la creazione di un’agenda prioritaria per coloro che necessitano di un passaporto in tempi brevi.
Questa trasformazione viene accompagnata da un miglioramento significativo nel servizio di front office, potenziato con personale aggiuntivo per far fronte alle esigenze dei cittadini. In particolare, il servizio è stato esteso ai comuni della provincia di Verona, inclusi Legnago e Torri, oltre a Affi, Bardolino, Brenzone, Garda, Caprino, Costermano, Lazise, Malcesine, Rivoli e San Zeno. Questo permette ai residenti di prenotare appuntamenti presso l’ufficio anagrafe per la pratica offline, riducendo così i tempi di attesa e i disagi.
Cambiamenti e dati
L’introduzione di nuovi orari di apertura, dalle 8 alle 17, e l’aumento della produzione di passaporti, con una media di 600 documenti al giorno, rappresentano solo una parte delle novità. Un dato che merita attenzione è il numero di passaporti non ritirati: un fenomeno in calo, grazie anche a una maggiore efficienza nel processo di notifica e ritiro.
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