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Sicurezza violata all’AOUI, impatto e risposte

Fuga di dati personali coinvolge dipendenti e solleva questioni di sicurezza

Nel recente episodio di sicurezza informatica che ha colpito l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona (AOUI), si è registrata una grave violazione dei dati che ha interessato non solo i pazienti, ma anche il personale dell’ente.

Questo attacco, avvenuto nell’ottobre scorso, ha visto il gruppo criminale Rhysida prendere di mira l’istituzione per fini estorsivi. Nonostante le pressioni, AOUI ha resistito alle richieste di pagamento, portando i criminali a diffondere online, attraverso canali oscuri del web, le informazioni personali e sensibili sottratte.

In un incontro avvenuto il 30 gennaio, con la partecipazione di rappresentanti sindacali, il direttore generale di AOUI, Callisto Bravi, insieme al responsabile della privacy Felice Schena e ad un consulente legale, ha confermato l’impatto diretto di questa violazione sulla privacy dei dipendenti. Si è discusso delle misure da adottare per informare i dipendenti interessati, delineando la natura e le potenziali conseguenze della fuga di dati, nonché le azioni correttive possibili.

Simone Mazza, dirigente del settore sanitario di Fp Cgil Verona, ha espresso preoccupazione per la delicatezza dei dati compromessi, quali informazioni di identificazione personale, dettagli finanziari, e documenti medici, sottolineando l’importanza di una comunicazione tempestiva e adeguata protezione per i dipendenti coinvolti.

L’incidente ha sollevato questioni sulla sicurezza delle informazioni e sull’efficacia dei sistemi di prevenzione degli attacchi informatici in uso presso l’AOUI. È stato rivelato che il malware utilizzato dall’aggressore era simile a quello che ha recentemente colpito la Regione Basilicata, evidenziando la necessità di una vigilanza continua e di risposte rapide a eventuali attività sospette per proteggere i dati sensibili.

I dipendenti sono stati inoltre incoraggiati a prendere le proprie misure legali in risposta all’incidente, seguendo l’esempio dell’AOUI che ha già presentato una denuncia. Nonostante alcune rassicurazioni, permane una certa inquietudine riguardo alle potenziali implicazioni a lungo termine di questa violazione, soprattutto per quanto riguarda la possibilità che i dati esposti possano ancora cadere nelle mani sbagliate.

La situazione ha altresì portato alla luce interrogativi sull’adeguatezza delle infrastrutture IT dell’AOUI, in particolare riguardo all’introduzione di nuovi software e alla loro integrazione con le misure esistenti di sicurezza informatica. L’utilizzo di dispositivi personali per l’autenticazione a due fattori ha sollevato ulteriori preoccupazioni sul bilanciamento tra la sicurezza dei dati e la praticità d’uso, oltre a escludere coloro che potrebbero non avere accesso alla tecnologia necessaria.

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