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Stalking e discriminazione di genere all’Accademia Militare, un caso sotto Indagine

Un tenente colonnello sotto indagine per presunte condotte inaccettabili.

Un tenente colonnello che aveva ricoperto il ruolo di responsabile del centro ippico presso l’Accademia Militare di Modena è attualmente sotto inchiesta e rischia un processo per presunte condotte inaccettabili. La Procura Militare di Verona e quella di Modena hanno avviato indagini in seguito a segnalazioni di sistematiche vessazioni e minacce rivolte ai suoi subordinati, che sono state aggravate da comportamenti sessisti, umiliazioni e punizioni umilianti.

Le accuse contro il tenente colonnello comprendono reati quali stalking, violenza privata con abuso di potere e minacce ai dipendenti, in riferimento a episodi avvenuti tra il 2019 e il 2021 all’interno del centro ippico militare dell’Accademia di Modena. È importante notare che l’ufficiale in questione rimane attualmente operativo all’interno dell’Accademia, sebbene sia stato assegnato a un’incarico diverso da quello di capo del centro ippico.

L’inizio delle indagini è stato scaturito dalle denunce delle vittime, comprese sia persone di sesso maschile che femminile, che fanno parte del personale dell’esercito responsabile della cura dei cavalli presso l’Accademia. Le vittime hanno sostenuto di essere state costrette a rimanere sempre a disposizione dell’ufficiale, anche al di fuori dell’orario di lavoro, subendo rimproveri ingiustificati e accessi d’ira. Inoltre, le persone coinvolte hanno riferito di aver subito molestie sessuali e commenti offensivi sull’aspetto fisico da parte del loro superiore. Per coloro che non si sono piegati alle richieste, sono state inflitte punizioni umilianti, come il lavaggio dei genitali dei cavalli o conseguenze negative sulle loro carriere.

L’accusato ha fatto dichiarazioni preoccupanti durante l’indagine, affermando di essere in grado di distruggere le persone se lo desiderasse, minacciando di inventare storie personali al fine di danneggiarle e colpirle anche al di fuori dell’ambito militare.

L’Esercito ha dichiarato di adottare una politica di “tolleranza zero” nei confronti di comportamenti inaccettabili all’interno delle sue forze armate. Le ipotesi di reato sono state considerate “molto gravi”, e l’Esercito ha annunciato misure atte a proteggere l’immagine della forza armata.

Dall’altra parte, il tenente colonnello sotto inchiesta e i suoi avvocati ritengono che le accuse siano infondate. I legali dell’ufficiale hanno sottolineato che le sue azioni erano condotte all’interno di un contesto gerarchico e che avevano subito un costante controllo da parte dei suoi superiori. Essi hanno inoltre fatto riferimento a numerosi messaggi di sostegno ricevuti da ex allievi e soldati, sostenendo che l’ufficiale rimane sereno e ha piena fiducia nella giustizia.

L’inchiesta continua mentre si cercano prove concrete per stabilire la verità dietro queste gravi accuse.

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