Un tragico errore durante un intervento chirurgico in un Ospedale di Verona nel 2017 ha segnato una svolta drastica nella vita di Sabrina Di Girolamo, una madre di due bambine e trentaseienne all’epoca. La procedura, che i medici avevano assicurato essere priva di rischi, si è rivelata fatale quando un medico in formazione specializzante ha preso il bisturi al posto di un chirurgo esperto. Questo cambio ha avuto come conseguenza la tetraplegia di Sabrina, togliendole l’uso degli arti.
Il suo mondo si è capovolto da quel momento: la professione di parrucchiera a Terracina è sfumata in un’istantanea, lasciandola a fronteggiare una realtà inaspettata e ardua. La lotta per la giustizia si è conclusa con il riconoscimento della negligenza nell’operato medico e, dopo una lunga attesa e solo una frazione del risarcimento inizialmente promesso, Sabrina ha infine visto arrivare una compensazione più sostanziale.
La recente risoluzione del caso ha portato all’accordo per un risarcimento di 769.900 euro dall’ospedale di Verona, con un ulteriore contributo delle compagnie assicurative. Questa somma, pur non potendo cancellare il danno subito, offre a Sabrina un sostegno finanziario vitale per le sue necessità mediche e per la gestione della sua vita quotidiana.
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