Greenpeace Italia ha avviato la campagna “Acque senza veleni” per analizzare la presenza di Pfas (sostanze poli- e per-fluoroalchiliche) nell’acqua potabile su tutto il territorio italiano. Questa iniziativa durerà cinque settimane e toccherà 220 città in tutte le regioni, con l’obiettivo di creare la prima mappatura indipendente della contaminazione a livello nazionale. Tra le tappe della spedizione, particolare attenzione è stata riservata al Veneto, una delle aree più colpite d’Europa da queste sostanze nocive, con campionamenti in città come Verona, Vicenza, Padova e Venezia.
Le pericolose sostanze Pfas e il caso del Veneto
Le Pfas, conosciute come “inquinanti eterni”, sono sostanze chimiche utilizzate in numerose applicazioni industriali e domestiche, che si degradano molto lentamente nell’ambiente, accumulandosi in acqua, aria e suolo. Una volta disperse, possono entrare nel nostro corpo attraverso l’acqua e il cibo, e diversi studi hanno dimostrato la loro pericolosità per la salute umana. Il Pfoa, un tipo di Pfas, è stato classificato come cancerogeno, e altre molecole di questo gruppo sono state collegate a malattie come problemi alla tiroide, diabete, danni al fegato, cancro e impatti negativi sulla fertilità .
In Veneto, Greenpeace sta raccogliendo campioni di acqua potabile per verificare l’estensione dell’inquinamento da Pfas in città come Verona, San Bonifacio, Vicenza, Padova e altre località . Questa regione, infatti, è teatro di una delle più gravi contaminazioni da Pfas in Europa, scoperta oltre dieci anni fa con il caso Miteni, l’azienda responsabile dell’inquinamento. Nonostante la gravità della situazione, non è ancora stata avviata la bonifica del sito, come sottolineato da Giuseppe Ungherese di Greenpeace Italia, che ha chiesto alla Regione Veneto di accelerare questo processo per proteggere le comunità locali.
Dati preoccupanti dai campionamenti e le richieste di Greenpeace
Secondo le analisi effettuate da Arpa Veneto tra il 2019 e il 2022, il 30% delle acque superficiali e sotterranee della regione presenta tracce di Pfas, un dato che pone il Veneto al secondo posto in Italia per contaminazione idrica da queste sostanze. Greenpeace denuncia che l’inquinamento si è esteso anche ad aree non direttamente collegate al sito Miteni, coinvolgendo alcune zone delle province di Venezia e Vicenza, come Bassano del Grappa.
I risultati dei campionamenti condotti da Greenpeace saranno resi noti all’inizio del 2025. L’organizzazione continua a fare pressione sulle autorità affinché vengano presi provvedimenti concreti e urgenti per bonificare il territorio, mettendo al primo posto la salute dei cittadini e il diritto a un ambiente sano e non contaminato.
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