La ricerca effettuata dalla CGIL di Verona, basandosi sui dati forniti dalle tabelle dell’INPS, ha messo in luce un quadro preoccupante riguardante la situazione occupazionale nella città. L’indagine, che ha preso in considerazione i salari dei dipendenti del settore privato non agricolo per l’anno 2022, rivela che solo una minima parte dei lavoratori, precisamente il 49.8%, ha goduto di un impiego stabile e a tempo pieno per l’intero anno, senza ricorrere al lavoro a tempo parziale. Questo dato, che corrisponde a 165.413 individui su un totale di 332.483, si allinea quasi perfettamente con la media nazionale del 53,4%.
Il sindacato ha evidenziato come il resto dei lavoratori si distribuisca in maniera relativamente uniforme tra coloro che hanno mantenuto un’occupazione costante per l’anno ma a tempo parziale, quelli impegnati da 29 a 51 settimane e coloro che hanno lavorato meno di 28 settimane. Si sottolinea che i numeri forniti dall’INPS considerano unicamente le settimane pagate direttamente dal datore di lavoro, escludendo periodi di malattia o altri tipi di assenze retribuite, il che potrebbe minimizzare la realtà della situazione.
La CGIL di Verona, guidata dalla segretaria generale Francesca Tornieri, ha proposto come soluzione al problema la diminuzione della precarietà lavorativa, insieme a una maggiore valorizzazione della contrattazione collettiva e un incremento dei salari. L’analisi ha inoltre messo in evidenza come l’occupazione stabile e a tempo pieno non sia distribuita equamente tra i generi e le varie fasce di età, con una maggiore concentrazione di lavoratori maschi tra i 40 e i 50 anni, mentre le donne e i giovani sperimentano livelli significativamente inferiori di impiego continuativo a tempo pieno.
Particolarmente preoccupante è la situazione dei giovani lavoratori, con quasi un terzo degli under 30 che guadagna meno di 5.000 euro all’anno, segnalando un serio rischio di lavoro povero in questa fascia di età. Questo scenario sottolinea la necessità di affrontare le sfide strutturali del mercato del lavoro, comprese le disparità di genere e le difficoltà incontrate dai giovani nel trovare opportunità di lavoro dignitose e stabili.
In conclusione, i risultati di questa indagine evidenziano l’urgenza di adottare misure concrete per migliorare le condizioni di lavoro a Verona, ponendo particolare attenzione alla riduzione della precarietà e al sostegno dei lavoratori più vulnerabili, in particolare i giovani, per garantire loro un futuro lavorativo più sicuro e prospero.
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