Veneto, 50 milioni per l’emergenza abitativa: approvati due nuovi bandi

Emergenza abitativa in Veneto: approvati due bandi regionali da 50 milioni di euro per recuperare alloggi ERP e finanziare progetti di social housing.

Cinquanta milioni di euro per aumentare la disponibilità di abitazioni a prezzi accessibili e dare una risposta concreta alle difficoltà di chi, pur avendo un lavoro e un reddito, non riesce a sostenere i costi del mercato immobiliare. È questa la nuova iniziativa della Regione Veneto, che ha approvato due bandi finanziati attraverso il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), con una dotazione complessiva di 50 milioni di euro.

Il provvedimento prevede due linee di intervento distinte, entrambe finanziate con 25 milioni. La prima punta a recuperare gli appartamenti di edilizia residenziale pubblica attualmente inutilizzabili a causa di problemi manutentivi. La seconda, invece, sostiene la realizzazione di progetti di social housing, con particolare attenzione alle categorie che incontrano maggiori ostacoli nell’accesso alle abitazioni in affitto.

L’obiettivo dichiarato dalla Regione è ampliare l’offerta abitativa, valorizzare gli immobili pubblici inutilizzati e sostenere le fasce della popolazione che si trovano in una posizione intermedia: troppo spesso escluse dalle graduatorie dell’edilizia popolare, ma allo stesso tempo prive delle disponibilità economiche necessarie per affrontare i canoni richiesti dal mercato privato.

Stefani: «La casa è una priorità per giovani, famiglie e lavoratori»

A illustrare il significato dell’iniziativa è stato il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, che ha sottolineato come i finanziamenti rappresentino il passaggio operativo di un impegno assunto per affrontare l’emergenza abitativa.

Secondo il governatore, il problema dell’accesso alla casa non riguarda più esclusivamente le persone che vivono in condizioni di grave difficoltà economica. La questione coinvolge ormai anche giovani coppie, famiglie e professionisti che, nonostante dispongano di un’occupazione, non riescono a trovare un’abitazione compatibile con le proprie possibilità finanziarie.

A questo si aggiunge la situazione di alcuni territori, dove la mancanza di alloggi a prezzi sostenibili rischia di rendere più difficile il reperimento di personale necessario per garantire servizi essenziali.

Il riferimento riguarda anche lavoratori che, pur avendo trovato un’opportunità professionale, incontrano difficoltà nel trasferirsi vicino al luogo di lavoro a causa dei costi delle abitazioni.

La strategia regionale punta quindi a considerare il diritto alla casa come un elemento fondamentale per favorire l’autonomia delle persone, la formazione di nuove famiglie e la permanenza dei lavoratori nei territori veneti.

Primo bando da 25 milioni per recuperare gli alloggi popolari sfitti

Una parte consistente delle risorse sarà utilizzata per rimettere in circolazione gli appartamenti di edilizia residenziale pubblica che attualmente non possono essere assegnati.

Il primo bando dispone di 25 milioni di euro destinati alla riqualificazione degli alloggi ERP, ovvero gli immobili pubblici che necessitano di interventi manutentivi prima di poter essere nuovamente abitati.

Potranno accedere ai finanziamenti le Ater, i Comuni e le aziende speciali comunali che amministrano il patrimonio immobiliare destinato all’edilizia residenziale pubblica.

Gli interventi finanziabili comprenderanno diverse tipologie di lavori, tra cui:

  • Manutenzione straordinaria degli immobili.
  • Restauro e risanamento conservativo.
  • Ristrutturazione edilizia.
  • Interventi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici.

Il risultato atteso è riportare gli appartamenti a condizioni adeguate di sicurezza e abitabilità, consentendone la successiva assegnazione alle famiglie aventi diritto attraverso i canoni sociali e le graduatorie previste.

Si tratta di un intervento che punta a sfruttare meglio il patrimonio immobiliare già disponibile, evitando che abitazioni pubbliche rimangano inutilizzate mentre numerosi nuclei familiari continuano ad avere difficoltà nel trovare una sistemazione.

Social housing: finanziamenti anche per giovani coppie e personale sanitario

La seconda linea di finanziamento mette a disposizione altri 25 milioni di euro per progetti di social housing. In questo caso, l’obiettivo è sostenere l’accesso alla casa di persone che non riescono a soddisfare i requisiti per ottenere un alloggio popolare, ma che non dispongono di risorse sufficienti per affrontare i prezzi delle locazioni private.

Oltre ai Comuni e alle Ater, potranno partecipare anche aziende speciali comunali, Ipab, aziende ospedaliere e Istituto Oncologico Veneto.

I progetti dovranno riguardare immobili pubblici attualmente sfitti, da recuperare attraverso interventi che ne migliorino le condizioni abitative, la sicurezza e le prestazioni energetiche.

Tra i destinatari individuati figurano diverse categorie professionali e sociali. Particolare attenzione sarà riservata al personale medico, infermieristico e socio-sanitario, ma anche alle giovani coppie, ai giovani lavoratori e alle famiglie con capacità economiche limitate.

L’iniziativa intende offrire opportunità abitative anche a chi si trova in una situazione economica che non consente l’accesso all’edilizia residenziale pubblica, ma che risulta comunque insufficiente per sostenere i costi degli affitti sul mercato libero.

Le priorità della Regione e il ruolo di Avepa

L’assessore regionale ai Servizi sociali e alle Politiche abitative, Paola Roma, ha evidenziato come i due bandi rispondano a esigenze differenti ma complementari.

Da una parte, infatti, occorre recuperare gli appartamenti popolari che non possono essere assegnati; dall’altra, diventa necessario ampliare le possibilità abitative per una fascia di cittadini che rischia di rimanere esclusa sia dal sistema pubblico sia dal mercato privato.

L’iniziativa si inserisce inoltre in una strategia più ampia, in linea con gli obiettivi del Piano Casa nazionale e del Piano sociale per il clima, che riconoscono l’accesso a un’abitazione dignitosa e sostenibile come una componente importante delle politiche sociali.

Anche l’assessore regionale allo Sviluppo economico Massimo Bitonci ha sottolineato le ricadute positive degli investimenti. Il recupero degli edifici pubblici, oltre a rendere disponibili nuove abitazioni, potrà infatti favorire il lavoro delle imprese del settore edilizio, migliorare l’efficienza energetica degli immobili e restituire valore a un patrimonio oggi inutilizzato.

La gestione tecnica, amministrativa e finanziaria delle procedure sarà affidata ad Avepa, l’Agenzia veneta per i pagamenti.

Per la selezione delle proposte saranno previsti specifici criteri di valutazione, con punteggi aggiuntivi per gli interventi realizzati nei Comuni con maggiore popolazione, per i progetti considerati prioritari e per quelli caratterizzati da un livello di progettazione già avanzato.

Un’ulteriore attenzione sarà riservata ai risultati sul fronte del risparmio energetico. Nel caso dei progetti di social housing, saranno inoltre valorizzate le iniziative rivolte al personale sanitario e socio-sanitario, alle giovani coppie e ai nuclei familiari con minori disponibilità economiche.

La Regione ha annunciato che agli enti interessati saranno comunicate le date di apertura dei bandi e le modalità di accesso alla piattaforma Avepa per la presentazione delle domande.

I 50 milioni di euro diventano così due strumenti operativi per affrontare la crisi abitativa in Veneto, attraverso il recupero degli immobili pubblici e la creazione di nuove opportunità per lavoratori e famiglie che faticano a trovare una casa a condizioni economicamente sostenibili.

Redazione

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