Verona smog: le ore più critiche per la qualità dell’aria

I dati Arpav mostrano una maggiore presenza di Pm10 nelle fasce serali, mentre il 2025 registra un miglioramento rispetto agli anni precedenti

mascherina smog

La qualità dell’aria a Verona mostra segnali di miglioramento, ma il problema dell’inquinamento atmosferico resta ancora presente, soprattutto durante i mesi più freddi. Secondo i dati monitorati da Arpav, il periodo invernale continua a essere quello più problematico per la concentrazione delle polveri sottili, con alcune fasce orarie della giornata particolarmente critiche.

In vista dell’entrata in vigore, dal 1° ottobre, delle misure di contenimento dello smog previste per le città del bacino padano, compresa Verona, l’analisi dei dati delle centraline di monitoraggio permette di comprendere meglio l’andamento degli inquinanti.

La città viene osservata attraverso due principali stazioni Arpav: la centralina di Borgo Milano, classificata come stazione di traffico urbano, e quella di Giarol Grande, situata in un’area verde ma comunque rappresentativa del contesto urbano. I dati raccolti evidenziano come la concentrazione degli inquinanti possa variare in base alla zona, al periodo dell’anno e alle condizioni meteorologiche.

Pm10, nel 2025 valori in calo ma situazione ancora sotto osservazione

Tra gli elementi maggiormente monitorati ci sono le polveri sottili Pm10, considerate uno dei principali indicatori della qualità dell’aria. Il 2025 è stato indicato da Arpav come un anno particolarmente positivo per il Veneto, con i valori più bassi mai registrati sia per quanto riguarda la concentrazione media sia per il numero di superamenti dei limiti.

A Verona, la centralina di Borgo Milano ha registrato 44 giornate oltre il limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo, lo stesso numero rilevato anche a San Bonifacio. La stazione di Giarol Grande ha invece segnato 26 superamenti.

La differenza tra le due aree è significativa: Borgo Milano ha rilevato 18 giornate critiche in più rispetto alla zona di Giarol Grande, confermando come il traffico e la posizione della centralina possano influenzare i risultati.

Il confronto con il 2024 evidenzia un miglioramento evidente. L’anno precedente, infatti, Borgo Milano aveva raggiunto 66 superamenti, mentre Giarol Grande ne aveva registrati 53. La stazione di Borgo Milano era inoltre risultata quella con il maggior numero di superamenti in tutto il Veneto.

Le fasce orarie con maggiore concentrazione di particolato

L’analisi della distribuzione giornaliera indica che i momenti più critici si collocano generalmente tra le 17 e le 22, quando le concentrazioni di particolato tendono ad aumentare.

Tuttavia, Arpav sottolinea che per la valutazione ufficiale della qualità dell’aria il parametro di riferimento rimane la media sulle 24 ore, utilizzata per determinare il rispetto dei limiti previsti dalla normativa.

I superamenti del Pm10 si verificano principalmente tra ottobre e marzo, con febbraio che rappresenta spesso uno dei mesi più delicati. La causa è legata alla combinazione di diversi fattori: emissioni degli impianti di riscaldamento, attività industriali, contributi del settore agricolo e soprattutto condizioni atmosferiche sfavorevoli.

Il ruolo del clima nella formazione dello smog

La conformazione geografica della Pianura Padana favorisce l’accumulo degli inquinanti. Circondata dalle montagne su gran parte del territorio, l’area può trasformarsi in una zona dove le sostanze emesse vicino al terreno rimangono intrappolate.

Durante i periodi caratterizzati da alta pressione, poco vento e atmosfera stabile, il ricambio dell’aria diminuisce e le polveri sottili aumentano. Al contrario, vento e precipitazioni favoriscono la dispersione degli inquinanti e contribuiscono alla riduzione delle concentrazioni nell’atmosfera.

Il fenomeno è quindi strettamente collegato anche alle condizioni meteorologiche, che possono determinare differenze rilevanti tra un periodo e l’altro.

Pm2.5, il particolato più difficile da intercettare

Accanto al Pm10, un ruolo importante viene svolto dalle Pm2.5, particelle ancora più piccole in grado di penetrare maggiormente nell’apparato respiratorio.

Le analisi effettuate sulla centralina di Giarol Grande hanno evidenziato che circa il 60% del Pm10 presente nell’aria è composto da Pm2.5. Questo elemento mostra come il solo conteggio dei giorni oltre la soglia prevista per il Pm10 non sia sufficiente a descrivere completamente la situazione ambientale.

La qualità dell’aria a Verona nel 2025 ha dunque fatto registrare progressi importanti, ma il periodo invernale rimane quello più delicato e richiede ancora attenzione per ridurre la presenza delle polveri sottili.

Redazione

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