Verona rilancia la candidatura per l’adunata alpini 2028

Dopo l’esclusione per il 2027, la città guarda con decisione al futuro: il Comune avvia il dialogo con istituzioni e Ana per ospitare l’evento nel 2028

Alpini Verona

Verona torna a puntare sull’adunata nazionale degli alpini, dopo la delusione per la mancata assegnazione dell’edizione 2027, andata a Brescia. La nuova candidatura, questa volta per il 2028, prende forma tra segnali di disponibilità politica, coinvolgimento delle istituzioni e una forte volontà associativa, anche se al momento non è ancora stato ufficializzato alcun documento formale.

A far ripartire il percorso è stato il sindaco Damiano Tommasi, che, durante un’assemblea dei sindaci tenutasi ai Palazzi Scaligeri, ha rilanciato l’intenzione di presentare nuovamente Verona come sede dell’evento. La proposta ha trovato terreno fertile sia nella Provincia che nella sezione veronese dell’Ana, l’Associazione Nazionale Alpini, storicamente coinvolta nella logistica e nel raccordo con il territorio.

L’assessora Stefania Zivelonghi, delegata ai grandi eventi, ha confermato il ritorno del dossier all’attenzione delle istituzioni locali. Ha sottolineato che si tratta di un’iniziativa impegnativa, che richiede non solo risorse economiche ma anche un forte coordinamento tra enti pubblici e realtà associative. «Il sindaco – ha precisato – ha avviato contatti con Provincia, Regione e Ana per valutare la fattibilità. Serve chiarezza in tempi rapidi, perché la candidatura va formalizzata entro la fine dell’anno».

Il tempo, dunque, è un fattore decisivo. Ma le premesse, secondo Zivelonghi, appaiono favorevoli. L’obiettivo è quello di costruire un progetto solido e condiviso, capace di superare i limiti che avevano determinato l’esclusione per il 2027. In tal senso, la prospettiva del 2028 rappresenta una concreta occasione di riscatto per Verona, pronta a riproporsi con un piano più convincente.

Dal fronte dell’Ana veronese, il presidente Maurizio Trevisan ha confermato che sono in corso verifiche e interlocuzioni con le istituzioni per accertare l’effettiva disponibilità a sostenere la candidatura. «Registriamo un clima positivo – ha detto – e questo ci incoraggia, ma va chiarito che non esiste ancora una decisione definitiva».

L’adunata nazionale degli alpini è uno degli eventi di maggior rilievo per il mondo associativo italiano, capace di attrarre decine di migliaia di presenze e generare un forte impatto economico e sociale sul territorio ospitante. Proprio per questo motivo, la sua organizzazione richiede un’importante pianificazione logistica, un elevato grado di collaborazione interistituzionale e un coinvolgimento diretto della comunità locale.

Nel frattempo, l’Ana di Verona continua le sue attività cittadine, confermando il proprio legame con il territorio. Domenica si terrà, come da tradizione, l’incontro di San Zeno, con la messa celebrata dal vescovo Domenico Pompili e il pranzo conviviale in piazza, simbolo della partecipazione degli alpini alla vita sociale della città.

Verona, che nei prossimi mesi sarà già protagonista internazionale con le cerimonie olimpiche, guarda con ambizione al 2028 come a una nuova vetrina nazionale. La possibilità di accogliere l’adunata alpina, al momento ancora tutta da costruire, rappresenta un’opportunità strategica per rafforzare il legame tra la città e una delle più importanti tradizioni italiane.

Redazione

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