Un adenoma epatico di 10 centimetri è stato rimosso con successo dal fegato di una bambina di 12 anni all’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona. L’intervento, effettuato con tecnica robotica mininvasiva, segna un passaggio storico per la chirurgia pediatrica veronese, aprendo ufficialmente il nuovo programma dedicato alla chirurgia robotica nei pazienti in età evolutiva.
La paziente, indicata con il nome di fantasia “Anna”, era stata seguita inizialmente per un lieve sovrappeso. Durante gli accertamenti effettuati nell’ambito di un percorso per la gestione della dislipidemia, una risonanza magnetica ha evidenziato la presenza di una massa epatica di grandi dimensioni, confermata come adenoma benigno. Viste le dimensioni (oltre i 5 cm), i rischi di rottura e la giovane età, è stata scelta la rimozione chirurgica come strada più sicura.
L’intervento è stato eseguito il 30 gennaio 2025 da un’équipe multidisciplinare composta dal prof. Andrea Ruzzenente (Chirurgia generale ed epatobiliare), prof. Luca Giacomello (Chirurgia pediatrica), il supporto del prof. Claudio Maffeis (Pediatria B) e l’assistenza anestesiologica e infermieristica della sala robotica. Utilizzando strumenti da 8 mm e un sistema robotico a quattro braccia, i chirurghi hanno effettuato una resezione parziale del fegato. L’intervento è durato due ore e la paziente è stata dimessa dopo soli quattro giorni, senza complicazioni.
Un nuovo capitolo per la chirurgia mininvasiva pediatrica
Il caso di Anna ha rappresentato il punto di partenza per lo sviluppo della chirurgia robotica pediatrica all’interno di Aoui, un ambito ancora poco diffuso rispetto all’adulto, anche a causa della mancanza di strumentazione miniaturizzata adatta ai pazienti più piccoli.
Grazie a un accordo con un’azienda biomedicale internazionale, Aoui potrà presto testare nuovi strumenti robotici progettati appositamente per l’età pediatrica. Il percorso si completa con la formazione di chirurghi strutturati e specializzandi, che avranno accesso a una seconda consolle robotica durante gli interventi, con tutoraggio diretto da parte di un esperto.
Il primo modulo formativo partirà con la colecistectomia, un intervento comune che sarà eseguito con la partecipazione di specializzandi sotto supervisione, accelerando così l’apprendimento delle tecniche robotiche già durante il percorso universitario.
Una storia a lieto fine
Oggi Anna è in buone condizioni, segue il follow-up pediatrico e metabolico con risultati positivi, sia sul piano epatico che su quello lipidico. Il padre, Michele, ha voluto ringraziare pubblicamente il team dell’ospedale di Borgo Trento: “Ci siamo sentiti accompagnati da professionisti veri, competenti ma anche umani. È andato tutto bene e Anna è tornata subito alla sua vita: voleva già rientrare a scuola dopo pochi giorni”.
Una rete di eccellenze
Il progetto coinvolge l’intera struttura ospedaliera, l’Università di Verona, e il supporto di aziende biomedicali. Presenti alla presentazione ufficiale anche il direttore generale Callisto Marco Bravi, il prof. Giovanni De Manzoni (delegato alle scuole di specializzazione), e i direttori delle unità operative coinvolte.
Come ha sottolineato Bravi, l’Azienda Ospedaliera è tra le prime in Italia per volumi di interventi epatobiliari e gastroesofagei, e ha avviato da tempo il percorso di innovazione tecnologica con la chirurgia robotica. “Ora possiamo estendere queste competenze anche ai più piccoli e alle nuove generazioni di chirurghi”.
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