Nei comuni medi e piccoli della provincia di Verona, agosto non è sinonimo di ferie per tutti. Mentre molti si concedono un periodo di riposo, i sindaci locali continuano a gestire emergenze, richieste insolite e incombenze straordinarie, confermando ancora una volta il loro ruolo ibrido di amministratori pubblici e, talvolta, problem solver della porta accanto.
La realtà quotidiana dei primi cittadini si muove ben oltre le riunioni istituzionali e gli atti amministrativi. Lo dimostrano gli aneddoti raccolti da diversi sindaci veronesi, alle prese con episodi che raccontano la vicinanza umana e la versatilità necessaria per governare realtà di piccole dimensioni.
Da vigilante notturno a esperto di fauna urbana
A Minerbe, il sindaco Andrea Girardi, in carica da nove anni, racconta di essere stato chiamato per identificare un serpente comparso nel giardino di un cittadino. In un’altra occasione, è stato costretto a intervenire personalmente di notte per un allarme scattato nelle scuole medie: “Era solo un gatto, entrato da una porta lasciata aperta”, racconta. Un esempio emblematico del livello di reperibilità richiesto a chi amministra un piccolo comune.
Il sindaco-catsitter (mancato)
A Soave, Matteo Pressi, al suo primo mandato, ha ricevuto una richiesta decisamente fuori dagli schemi: accudire il gatto di una cittadina in vacanza. Ha gentilmente declinato, spiegando di non potersi prendere una simile responsabilità. Più sorprendente ancora, un altro cittadino gli ha presentato una petizione contro l’eccessiva velocità in una via del paese; salvo poi scoprire che la stessa persona era stata fermata a 190 km/h in autostrada.
In montagna, sempre in servizio
A Selva di Progno, il sindaco Marco Antonio Cappelletti, al suo quarto mandato, gestisce un territorio montano che richiede presenza costante, anche durante le emergenze. Durante una tormenta di neve, si è prodigato per sistemare in un rifugio due turisti trentini, evitando rischi per la protezione civile. “Non abbiamo ricevuto nemmeno un ringraziamento”, confida, con una punta di amarezza.
Misteri da risolvere e animali da difendere
A Belfiore, Alessio Albertini racconta l’assurdità di alcune richieste: una domenica mattina si è visto suonare il campanello da un cittadino convinto che un cane avesse ucciso le sue galline. Nessuna prova concreta, ma l’uomo voleva che il sindaco risolvesse il caso come un investigatore.
Sindaci-giudici e mediatori di quartiere
Anche Sabrina Tramonte, sindaca di Cavaion Veronese, testimonia il suo impegno quotidiano nel mediare piccoli e grandi conflitti tra cittadini. Dai litigi per le siepi tra vicini ai problemi condominiali, il sindaco viene visto come la figura più vicina, affidabile e disponibile, specialmente dopo l’esperienza della pandemia. Anche ad agosto, gli uffici restano aperti grazie a un’efficace turnazione del personale.
Un’estate senza pausa
In tutti questi racconti emerge un tratto comune: il municipio, nei piccoli centri, non chiude mai davvero. E i sindaci, spesso con mezzi limitati e stipendi contenuti, continuano a rappresentare un punto di riferimento imprescindibile per le comunità, tra compiti istituzionali e situazioni che sfuggono a ogni previsione.
Seguici su
Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.