Verona, oltre 3.600 firme per trasformare l’ex Eataly in uno spazio culturale

La petizione lanciata online chiede alla città un nuovo “quartiere civico” al posto del supermercato gourmet in chiusura

“Verona ha fame di cultura, non di centri commerciali”. Con queste parole è partita una petizione su change.org che, in poco più di un mese e mezzo, ha già superato le 3.600 firme. L’obiettivo è chiaro: trasformare gli spazi oggi occupati da Eataly, all’interno dell’ex cella frigorifera dei Magazzini Generali, in un polo culturale, sociale e sportivo aperto alla cittadinanza.

La mobilitazione è scattata subito dopo l’annuncio della chiusura del punto vendita Eataly, prevista nei prossimi mesi, anche se non c’è ancora una data ufficiale. Gli scaffali sempre più vuoti sembrano però confermare l’imminente abbandono. Per i promotori della petizione, l’uscita del marchio rappresenta “il fallimento di un modello commerciale che ha sacrificato uno dei più importanti esempi di archeologia industriale d’Italia”, privando la città di un luogo dall’alto potenziale comunitario.

Il progetto alternativo si chiama “d1strett0” (www.distretto.org), una proposta nata dal basso che punta a riconvertire l’ex complesso industriale in uno spazio multifunzionale, accessibile e aperto a teatro, musica, cinema, danza, sport e cittadinanza attiva. L’ispirazione arriva da esperienze passate come Interzona, storico centro di cultura indipendente che per anni ha animato i Magazzini Generali con la forza del volontariato e il coinvolgimento del territorio.

La petizione chiama in causa direttamente la Fondazione Cariverona, proprietaria dell’immobile tramite Dea Capital, società partecipata al 99,5%. Pur riconoscendo che l’immobile genera un reddito utilizzato dalla Fondazione per sostenere altri progetti sociali e culturali, i promotori chiedono un ripensamento sull’uso dello spazio, proponendo la creazione di un tavolo permanente tra istituzioni, associazioni e cittadini per decidere collettivamente il futuro dell’area.

“Restituire l’ex Eataly alla comunità è perfettamente coerente con le finalità statutarie della Fondazione Cariverona”, si legge nel testo della petizione, che ricorda come tra gli obiettivi dell’ente vi siano la promozione della cultura, dell’inclusione sociale e della coesione territoriale.

L’iniziativa punta ora a raggiungere quota 10.000 firme, coinvolgendo una rete sempre più ampia di soggetti: artisti, imprese sociali, professionisti e cittadini. L’intenzione è organizzare una grande assemblea pubblica in cui presentare formalmente la proposta alla Fondazione e al Comune di Verona.

In gioco non c’è solo il destino di un edificio, ma una visione alternativa della città, che rimette al centro la cultura come bene comune e spazio condiviso, in grado di generare valore sociale, economico e umano per l’intera comunità.

Redazione

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