Giovane veronese con disabilità scompare per due giorni: ritrovato al porto di Rimini

Il 20enne aveva perso l’orientamento durante un viaggio verso Riccione. Determinante l’intervento della polizia locale romagnola

Polizia locale

Si è conclusa fortunatamente con un lieto fine la vicenda del giovane veronese con disabilità cognitive scomparso per oltre 48 ore. Il ragazzo, 20 anni, era partito da Verona per raggiungere un parente a Riccione, ma durante il tragitto aveva perso l’orientamento, smarrendo anche effetti personali e documenti, e rendendo impossibili i contatti con la famiglia.

A trovarlo, nelle prime ore del mattino di sabato, è stata una squadra di polizia giudiziaria della polizia locale di Rimini, impegnata in un normale servizio di pattugliamento notturno. L’intervento è avvenuto intorno alle 4:30 sulla banchina del porto canale, dove il giovane vagava in apparente stato di disorientamento.

Secondo la ricostruzione, il ragazzo aveva preso il treno da Verona un paio di giorni prima, intenzionato a raggiungere autonomamente la Riviera Romagnola. Tuttavia, durante il viaggio avrebbe perso i riferimenti, finendo con lo smarrirsi completamente, senza più mezzi per contattare i familiari.

La famiglia aveva immediatamente denunciato la scomparsa alle autorità, e la Prefettura di Verona aveva attivato l’allerta per persona scomparsa, allertando anche gli uffici di pubblica sicurezza di Rimini. La sinergia tra enti ha permesso di intercettare la segnalazione e facilitare il riconoscimento del giovane da parte della pattuglia intervenuta.

Dopo essere stato individuato, il 20enne ha ricevuto immediata assistenza da parte degli agenti, che hanno poi richiesto l’intervento del 118. Il ragazzo è stato trasportato in ospedale per accertamenti, dove è stato raggiunto dal padre. Quest’ultimo ha potuto riabbracciarlo e riaccompagnarlo a casa in sicurezza, non senza esprimere gratitudine alle forze dell’ordine per la prontezza e l’umanità dimostrate.

Il caso ha suscitato emozione e sollievo, soprattutto perché si è concluso senza conseguenze gravi. Rimane però il segnale d’allarme rispetto alla necessità di maggiore attenzione e tutela per le persone fragili, specialmente quando affrontano spostamenti autonomi o situazioni di rischio.

L’episodio sottolinea anche il ruolo fondamentale della collaborazione tra istituzioni e famiglie, e l’importanza di strumenti di prevenzione per garantire supporto a chi vive forme di disabilità che possono facilmente esporre a situazioni critiche.

Redazione

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