“Non romperle!”: a Verona la campagna su calcio e vitamina D contro l’osteoporosi

Lanciata un'iniziativa di sensibilizzazione per prevenire fratture e tutelare la salute delle ossa

L’osteoporosi è una malattia cronica sottovalutata ma diffusa, che colpisce oltre 4 milioni di italiani, in particolare donne over 50. A Verona e provincia si stimano circa 60.000 persone affette, con una prevalenza femminile pari all’80%. Per contrastare la crescita dei casi e sfatare il mito secondo cui si tratti di una conseguenza inevitabile dell’età, è partita nel veronese la campagna di informazione “Non romperle!”, promossa per incentivare una maggiore consapevolezza su prevenzione, corretta alimentazione ed esposizione solare.

Le fratture da fragilità rappresentano la principale complicanza dell’osteoporosi, interessando soprattutto polsi, omero, femore e vertebre. Ma oltre ai danni fisici diretti, le ripercussioni si estendono al piano sociale e psicologico: isolamento, perdita di autonomia, depressione e giornate lavorative perse. Secondo le proiezioni, entro il 2034 si potrebbe assistere a un incremento del 20% nelle fratture osteoporotiche, fino a raggiungere i 700.000 casi annui in Italia.

La campagna ha visto il coinvolgimento del prof. Maurizio Rossini, direttore dell’UOC di Reumatologia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, che ha sottolineato come sia possibile intervenire con azioni concrete e quotidiane. Sul sito ufficiale della campagna, www.nonromperle.it, si trovano contenuti informativi mirati per tutte le età, focalizzati su uno stile di vita sano, in grado di preservare la massa ossea e ridurre il rischio di fratture.

L’alimentazione gioca un ruolo cruciale nella prevenzione dell’osteoporosi. Tuttavia, molte delle diete attualmente in voga, come quelle ipocaloriche estreme o la chetogenica, possono ridurre l’assorbimento di calcio o comprometterne la disponibilità. Gli esperti invitano a prestare attenzione a modelli nutrizionali sbilanciati, privilegiando invece una dieta equilibrata, ricca di calcio e con il corretto apporto di vitamina D.

L’esposizione al sole è il principale veicolo di sintesi della vitamina D, essenziale per fissare il calcio nelle ossa. Gli specialisti raccomandano uscite regolari all’aria aperta, senza però rinunciare alla protezione della pelle. Nei casi in cui l’esposizione sia insufficiente – soprattutto in età avanzata – si rende necessario ricorrere a supplementazioni farmacologiche, sempre su indicazione medica.

I timori legati a un presunto aumento del rischio cardiovascolare o renale associato all’assunzione di calcio sono stati smentiti da numerose evidenze scientifiche. Secondo quanto evidenziato da Rossini, una corretta integrazione giornaliera può fare la differenza, specie se associata a un introito alimentare non adeguato. Le attuali linee guida parlano di una dose consigliata di 600 mg di calcio e 2000 UI di vitamina D al giorno, come indicato anche dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), che considera questi elementi fondamentali prima di iniziare qualsiasi terapia farmacologica antifratturativa.

La campagna veronese punta a promuovere un cambiamento culturale profondo, dove l’invecchiamento attivo diventi un obiettivo condiviso, basato su prevenzione, corretta informazione e responsabilità individuale. Solo così sarà possibile affrontare la sfida dell’osteoporosi, migliorando la qualità della vita di migliaia di persone.

Redazione

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