Risanare il degrado urbano, tutelare il decoro e riportare nuovi abitanti nel paese. È con questo obiettivo che i consiglieri comunali della lista civica Insieme hanno presentato una proposta destinata a far discutere: vendere gli immobili sfitti e da ristrutturare al prezzo simbolico di un euro. L’idea, formalizzata in un’interpellanza a firma del capogruppo Matteo Guerra, sarà discussa in Consiglio comunale nei prossimi giorni.
Accanto a Guerra, tra i promotori figurano anche i consiglieri Luca Comitti, Giancarlo Fanini e Veronica Modena. I quattro sottolineano l’urgenza di invertire una tendenza negativa che ha visto calare progressivamente la popolazione e le attività economiche, con un attuale bilancio demografico che conta poco più di 3.100 abitanti.
Un piano ispirato a modelli già sperimentati
Nel testo della proposta, i consiglieri suggeriscono di prendere esempio da iniziative analoghe già avviate in diversi Comuni italiani, dove la formula della “casa a un euro” ha permesso di recuperare edifici in disuso, rilanciare i centri storici e attrarre nuovi residenti. Ma prima di attuare un progetto simile, chiedono all’amministrazione comunale di avviare un censimento puntuale degli immobili in stato di abbandono, mappando le aree più critiche sia nel capoluogo che nella frazione di Bonavicina.
Secondo la minoranza, si potrebbe coinvolgere la Polizia locale, gli uffici tecnici del Comune e anche le associazioni di volontariato, per creare una mappa aggiornata e condivisa degli immobili degradati, da utilizzare come base operativa per eventuali bandi o iniziative di recupero.
Il degrado che pesa su chi investe
La questione non è solo estetica. Come ricordano i consiglieri, la presenza di edifici fatiscenti non solo influisce negativamente sul decoro urbano, ma penalizza economicamente i cittadini che si impegnano a mantenere in ordine le proprie proprietà. «Case abbandonate e spazi degradati deprezzano gli immobili circostanti e minano il valore complessivo del patrimonio edilizio locale», sottolineano.
La proposta punta quindi a riattivare un circuito virtuoso, in cui la valorizzazione degli spazi urbani contribuisca al rilancio sociale ed economico dell’intera comunità, attirando nuovi residenti, investimenti e servizi.
Un appello alla collaborazione
Il capogruppo Matteo Guerra ha concluso l’iniziativa lanciando un appello ai cittadini e ai proprietari di immobili inutilizzati: «San Pietro di Morubio non deve essere lasciato in abbandono, né svenduto, ma valorizzato. Serve la collaborazione di tutti, anche di chi possiede case chiuse o in disuso. Confrontiamoci per definire le migliori procedure operative».
In attesa del dibattito in Consiglio
Il futuro della proposta dipenderà ora dal confronto in Consiglio comunale. La speranza dei promotori è quella di avviare un percorso costruttivo con l’amministrazione, per trasformare quella che oggi è una provocazione in un progetto concreto per la rinascita del paese.
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