Un fiume, una valle, un racconto corale di storie, memoria e futuro. È questo il cuore de “La valle di Pol – L’Adese dalla Chiusa a Parona”, il nuovo docufilm sulla Valpolicella che verrà presentato in prima assoluta venerdì 4 aprile alle ore 21 al Teatro Bianchi di Pescantina, con ingresso libero.
Diretto da Lorenzo Vanzan, scritto da Stefano Zampini e Vanzan, e prodotto dall’associazione Pagus, il documentario è il secondo capitolo del più ampio progetto audiovisivo “Figli della stessa terra”, ideato nel 2023 da Davide Canteri.
Un viaggio lungo il fiume e nella memoria
Il nuovo lavoro segue il fortunato “Preare – Le cave e la comunità di Prun”, ampliando lo sguardo verso sud, lungo il corso dell’Adige, da Dolcè fino a Parona, alle porte di Verona. Un viaggio di 55 minuti, che scava nella relazione profonda tra il fiume e le comunità locali, raccontando come l’Adige abbia rappresentato per secoli un’arteria vitale per il commercio, il lavoro e le tradizioni del territorio.
“La valle di Pol” non è solo un documentario naturalistico, ma un’opera che restituisce il senso di un’identità collettiva, ormai in parte smarrita, attraverso le testimonianze dirette di chi ha vissuto e lavorato lungo le rive.
Voci che raccontano la vita lungo l’Adige
Nel docufilm si alternano le voci di studiosi, artigiani, abitanti storici, attivisti: tra questi Giannantonio Conati, Giovanni Viviani, Riccardo Bertolazzi, Karima Oustadi, Renzo Giacopini, Mariuccia Boschetti e molti altri. Le loro parole tracciano un ritratto vivido e autentico di un territorio che cambia, raccontando l’epoca delle imbarcazioni costruite a Pescantina, la scomparsa dei manufatti fluviali, la ri-naturalizzazione ambientale e le proposte per il futuro.
«Abbiamo cercato di ricostruire un microcosmo di cui restano ormai solo tracce», ha spiegato Lorenzo Vanzan, sottolineando come il progetto non parli solo del fiume come elemento fisico, ma del legame profondo e simbolico che unisce uomo e natura.
Un progetto condiviso con il territorio
La realizzazione del documentario è stata possibile grazie al contributo del BIM Adige, della Regione Veneto, e al patrocinio dei Comuni di Pescantina, Negrar di Valpolicella, Dolcé e Sant’Anna d’Alfaedo.
Fondamentale anche l’apporto di numerose realtà locali, come il Gruppo Alpini di Parona, il Canoa Club di Pescantina e Bussolengo, le associazioni El Casteleto di Dolcè e Nour di Ponton, oltre al sostegno attivo della Fondazione ValpoliBella, già coinvolta nella fase iniziale del progetto.
Cultura, ambiente e identità: una visione per il futuro
«L’Adige non è solo acqua che scorre», afferma Stefano Zampini, «ma rappresenta un legame profondo che ogni essere umano porta dentro di sé: quello con la propria terra». Il film vuole essere uno strumento di memoria e riflessione, capace di stimolare nuove forme di consapevolezza e valorizzazione del territorio.
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