Un ponte tra due territori simbolo dell’enologia europea, costruito partendo da valori condivisi come famiglia, identità e continuità produttiva. Valpolicella e Champagne hanno avviato a Verona un confronto destinato ad aprire nuove opportunità di collaborazione internazionale, mettendo in contatto produttori accomunati dalla volontà di tutelare vini fortemente legati ai rispettivi territori.
Dal 28 settembre al 1° ottobre una delegazione composta da undici maison francesi appartenenti a Trésors de Champagne è stata ospitata dalle Famiglie Storiche, associazione che riunisce tredici aziende della Valpolicella. Per il territorio veronese si è trattato di un appuntamento particolare: per la prima volta un gruppo organizzato di produttori dello Champagne, provenienti soprattutto dall’area di Reims, ha raggiunto la zona dell’Amarone per approfondirne direttamente aziende, vigneti e metodi produttivi.
Trésors de Champagne è una realtà nata nel 1971 e comprende complessivamente 25 cantine, sotto la presidenza di Thierry Forget-Chemin. Alla trasferta veronese hanno partecipato rappresentanti di Domaine Gaston Chiquet, Jules Lassalle, Duménil, Grongnet, Forget Chemin, Morel, Pertois Moriset, Bara, Roland Champion, Hervieux e Charlier.
L’obiettivo dell’incontro supera il semplice scambio promozionale. Le due associazioni stanno infatti esplorando la possibilità di costruire una partnership capace di mettere in relazione realtà europee caratterizzate dalla proprietà familiare, dal passaggio generazionale e da un forte radicamento territoriale. Il confronto potrebbe così rappresentare un primo tassello verso una rete internazionale tra produttori che condividono modelli e problematiche simili.
Il programma ha consentito agli ospiti francesi di entrare direttamente nel sistema produttivo della Valpolicella. La delegazione ha visitato diverse aziende del territorio, tra cui Masi, Allegrini, Brigaldara, Musella e Bertani, affiancando agli incontri professionali anche momenti dedicati alla conoscenza della cultura enologica veronese. Tra gli appuntamenti anche una cena all’Antica Bottega del Vino.
Uno dei momenti centrali si è svolto a Monteleone21, dove un walk-around tasting ha permesso di affiancare Champagne e Amarone. Una degustazione che ha trasformato il confronto tra le due associazioni in un’esperienza diretta, mettendo uno accanto all’altro vini profondamente differenti per caratteristiche e metodi produttivi, ma accomunati dal forte riconoscimento internazionale delle rispettive denominazioni.
Sandro Boscaini, presidente di Masi Agricola, ha evidenziato proprio l’importanza dell’incontro tra due denominazioni di grande prestigio internazionale: da una parte lo Champagne, riconosciuto globalmente come espressione di eccellenza, dall’altra l’Amarone, strettamente associato alla Valpolicella e considerato una delle espressioni di riferimento del vino italiano.
Alla base del dialogo c’è soprattutto la necessità di confrontarsi sui cambiamenti che stanno interessando il mercato. Le abitudini dei consumatori si stanno modificando e la competizione internazionale pone nuove sfide alle produzioni di alta gamma, chiamate a mantenere riconoscibilità e identità senza perdere competitività.
Secondo Luca Speri, presidente delle Famiglie Storiche, produttori della Valpolicella e dello Champagne si trovano oggi davanti a problematiche sempre più vicine. Tra gli elementi evidenziati ci sono la progressiva standardizzazione dell’offerta, la presenza di imitazioni e la crescente pressione verso modelli produttivi concentrati sui volumi e sulla redditività.
In questo scenario, l’autenticità viene indicata come uno degli elementi fondamentali per differenziare le produzioni. La questione riguarda quindi non soltanto la promozione commerciale delle bottiglie, ma anche la capacità di preservare nel tempo il rapporto tra vino, territorio, storia aziendale e denominazione.
Per Speri diventa quindi importante creare occasioni di confronto tra produttori che considerano identità e qualità elementi centrali per il futuro del settore vitivinicolo. Una visione che lega direttamente la tutela delle caratteristiche produttive al valore economico delle denominazioni sui mercati internazionali.
Le Famiglie Storiche, associazione costituita nel 2009 e oggi formata da tredici aziende, vedono nell’incontro con i produttori francesi anche un’ulteriore occasione per rafforzare la presenza internazionale dell’Amarone. Per Trésors de Champagne, invece, la visita consente di approfondire direttamente caratteristiche e organizzazione di uno dei distretti italiani maggiormente identificati con la produzione vinicola di fascia alta.
L’iniziativa veronese assume così il significato di un primo contatto strutturato tra due comunità produttive con storie differenti ma alcuni principi comuni. Famiglia, territorio, continuità generazionale e difesa dell’identità delle denominazioni diventano la base di un possibile network europeo, attraverso il quale confrontare esperienze e strategie in una fase di profonda trasformazione del mercato mondiale del vino.
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