Esu Verona amplia le residenze contro il caro affitti

Dal prossimo anno accademico saranno 24 le strutture disponibili per gli studenti universitari: 14 nuove residenze e tariffe agevolate per rispondere all’aumento delle richieste di alloggio

Il problema del caro-affitti per gli studenti universitari trova una nuova risposta a Verona con il progetto di residenzialità diffusa promosso da Esu Verona, l’ente per il diritto allo studio universitario. A partire da ottobre il numero delle strutture disponibili passerà da 10 a 24, con l’apertura di 14 nuove residenze distribuite sul territorio veronese e una struttura prevista anche a Vicenza, nei pressi del polo universitario Santa Margherita.

L’intervento arriva in un momento di forte crescita della domanda abitativa. Le richieste di alloggio presentate dagli studenti hanno infatti raggiunto quota 860 domande, quasi il 20% in più rispetto allo scorso anno. Gli studenti risultati idonei al bando sono 413, ma l’obiettivo dell’ente è ampliare l’accesso alle residenze anche ad altre categorie di studenti con requisiti specifici.

Nuove strutture per affrontare l’aumento delle richieste

L’apertura delle nuove residenze rappresenta un’importante operazione organizzativa per Esu Verona. Tredici delle quattordici nuove strutture saranno attive contemporaneamente dal 1° ottobre, permettendo di aumentare significativamente il numero dei posti letto disponibili.

Il direttore generale di Esu Verona, Giorgio Gugole, ha definito l’apertura simultanea delle strutture un impegno complesso dal punto di vista logistico e gestionale, sottolineando il lavoro svolto dal personale dell’ente per garantire l’operatività nei tempi previsti.

Il progetto punta a distribuire gli alloggi in diversi punti della città, favorendo un modello abitativo integrato con il tessuto urbano e non concentrato esclusivamente in pochi grandi studentati.

Tra le nuove strutture rientrano Sacra Famiglia in via Nascimbeni, Accadomus in via Giolfino, Liviu Galaction Munteanu in via Palladio, Via Berbera, Rosa Morando 1911-A e Rosa Morando 1911-B, Merano, Studentato al Parco, San Nazaro, Lavinia Mondin, Effatà, Eleven, Studi Sani e Campus Margherita a Vicenza.

Tariffe agevolate per studenti idonei e requisiti minimi

Accanto all’aumento dell’offerta abitativa, Esu Verona ha definito una nuova politica tariffaria concordata con le rappresentanze studentesche. Per gli studenti idonei al bando per il diritto allo studio sono previste tariffe mensili contenute: 165 euro per un posto in camera doppia e 195 euro per una camera singola, con utenze incluse.

Gli importi risultano interamente coperti dalla borsa di studio per gli studenti aventi diritto, riducendo così il peso economico dell’alloggio durante il percorso universitario.

L’intervento riguarda anche la fascia degli studenti definiti con “requisiti minimi”, ovvero coloro che possiedono determinati parametri di merito, reddito e distanza, ma non rientrano nei criteri completi per ottenere la borsa di studio.

Per questa categoria, oltre il 95% degli studenti che ha richiesto un posto letto potrà accedere alle residenze, con una tariffa massima di 240 euro al mese per una camera doppia e 280 euro per una singola, sempre con utenze comprese.

L’investimento per la residenza di via Mazza

Tra i nuovi interventi spicca la residenza di via Mazza, destinata a offrire 126 posti letto. Il progetto prevede un investimento complessivo di 12,2 milioni di euro, finanziato con 9,15 milioni dal Ministero dell’Università e della Ricerca e con 3,05 milioni di cofinanziamento da parte di Esu Verona.

L’iniziativa coinvolge diversi soggetti istituzionali, tra cui Esu, Regione Veneto, Università di Verona e Diocesi di Verona.

Secondo il presidente di Esu Verona Claudio Valente, l’aumento delle domande conferma l’attrattività del territorio universitario veronese, ma rende necessario offrire risposte concrete agli studenti alle prese con un mercato degli affitti sempre più complesso.

Con l’ampliamento delle residenze, Esu Verona punta a garantire maggiori opportunità abitative, sostenendo sia gli studenti beneficiari delle borse di studio sia quelli appartenenti alla fascia intermedia spesso più esposta alle difficoltà del mercato privato.

La nuova rete di strutture rappresenta quindi un potenziamento dell’offerta universitaria e un tentativo di rendere più accessibile la permanenza degli studenti fuori sede.

Redazione

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