Il panorama dei carburanti a prezzi calmierati si amplia anche a Verona e provincia. Dal 1° ottobre nuove stazioni di servizio hanno deciso di applicare un tetto ai prezzi alla pompa, aumentando le possibilità di risparmio per automobilisti e autotrasportatori. Allo stesso tempo, però, resta aperto il problema della sostenibilità economica per numerosi operatori indipendenti, che non dispongono delle stesse condizioni di approvvigionamento dei grandi gruppi.
Dopo le iniziative avviate da Eni e successivamente da Ip, anche Q8 e il gruppo Costantin entrano nel gruppo degli operatori che propongono carburanti con prezzi calmierati. La diffusione dell’iniziativa sul territorio rimane però disomogenea, perché non tutte le stazioni possono accedere alle condizioni necessarie per ridurre il costo finale.
Nel Veronese emergono inoltre alcuni casi che vanno oltre le iniziative delle grandi reti. Tra questi figura la stazione Italpetroli di Albaredo d’Adige, insieme all’impianto di Roverbella, nel Mantovano. Qui è stato fissato un tetto di 1,999 euro al litro per la benzina e 2,199 euro per il gasolio.
Secondo quanto comunicato dall’azienda, l’operazione è stata resa possibile attraverso lo stanziamento di risorse dedicate e un’intesa raggiunta con il fornitore. L’impianto di Albaredo d’Adige era stato acquisito da Petrolitalia nel giugno precedente.
Ancora differenti sono i prezzi praticati da Iperstaroil, conosciuta anche come Staroil, che senza una particolare campagna pubblicitaria propone tariffe inferiori al tetto adottato da altre reti. I prezzi indicati sono infatti 1,979 euro al litro per la benzina verde e 2,179 euro per il diesel. Il gruppo dispone anche di due distributori nel territorio veronese, situati a Bussolengo e Salizzole.
L’aumento delle stazioni che applicano prezzi contenuti rappresenta un vantaggio immediato per chi deve fare rifornimento, ma sta contemporaneamente aumentando la pressione competitiva sul settore. I gestori indipendenti sono tra i soggetti maggiormente esposti, perché devono acquistare il carburante senza poter necessariamente beneficiare delle condizioni disponibili per le compagnie integrate o per le reti di maggiori dimensioni.
A richiamare l’attenzione sulla questione è Nicola Baldo, vicepresidente di Confcommercio Verona e titolare di stazioni di servizio nel capoluogo. Già nei giorni precedenti Baldo aveva sottolineato il rischio che l’applicazione di prezzi particolarmente bassi da parte dei grandi operatori potesse mettere in difficoltà una parte della rete distributiva.
Secondo Baldo, per molti esercenti competere con determinate tariffe significa arrivare a operare in perdita. Il nodo riguarda soprattutto la tenuta delle stazioni indipendenti e, più in generale, delle imprese appartenenti alla filiera extra rete.
Nel frattempo, dal 1° ottobre anche Costantin ha introdotto un prezzo massimo sui carburanti. A Verona città il gruppo dispone di un impianto in via Faccio, mentre le stazioni presenti complessivamente in provincia sono circa una decina. La rete conta invece circa 150 punti vendita distribuiti nel Nord Italia.
Costantin ha spiegato che l’adesione è stata resa possibile grazie a Socar, capogruppo di Italiana Petroli, che ha scelto di calmierare i carburanti commercializzati in Italia attraverso Ip e di estendere l’iniziativa anche ai partner indipendenti.
Anche Q8 applicherà la misura per trenta giorni, con l’obiettivo dichiarato di produrre un beneficio concreto per gli automobilisti. L’estensione dell’iniziativa aumenta quindi il numero di distributori nei quali sarà possibile trovare prezzi inferiori rispetto ai livelli raggiunti nei giorni precedenti.
La maggiore convenienza sta producendo, tuttavia, anche un effetto sulle disponibilità di prodotto. Diverse stazioni con prezzi calmierati hanno registrato un forte incremento della clientela, in alcuni casi fino al raddoppio degli accessi. La conseguenza è stata l’esaurimento delle scorte nel giro di poche ore presso alcuni impianti.
Parallelamente continua il confronto sulle misure da adottare per evitare squilibri all’interno del settore. Baldo ha ribadito la richiesta di estendere i benefici anche alle imprese che oggi non possono accedere alle stesse condizioni economiche. Una posizione che si inserisce nel dibattito aperto anche da Assopetroli, che ha sollecitato l’avvio urgente di un confronto con il Governo per individuare interventi applicabili all’intera filiera.
La questione centrale resta quindi la differenza tra gli operatori che possono contare direttamente su raffinerie, pozzi o condizioni di fornitura particolarmente favorevoli e le aziende che devono acquistare carburante sul mercato a costi più elevati. Mentre per i consumatori aumenta la possibilità di trovare benzina e diesel a prezzi più contenuti, per una parte dei gestori la priorità rimane quella di riuscire a mantenere economicamente sostenibile l’attività.
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