Caro carburanti, operatori chiedono il price cap per tutti

Benzinai indipendenti e autotrasportatori veronesi chiedono al Governo di estendere il tetto ai prezzi applicato da alcune compagnie anche al mercato all’ingrosso: senza interventi, il rischio è uno squilibrio nella filiera

distributore di benzina

Il caro carburante continua a pesare sulle imprese che ogni giorno dipendono dalla mobilità. A Verona, benzinai indipendenti e aziende di autotrasporto chiedono che le misure di contenimento dei prezzi introdotte da alcune grandi compagnie vengano estese all’intero settore, coinvolgendo anche chi acquista carburante attraverso il canale all’ingrosso.

Dal primo intervento sul mercato, Eni e Ip hanno applicato un tetto massimo ai prezzi alla pompa con benzina a 1,99 euro al litro e diesel a 2,19 euro, ma il provvedimento riguarda soltanto una parte della rete distributiva. Restano esclusi numerosi operatori economici, tra cui autotrasporto, industria, agricoltura, pesca e cantieri, categorie che continuano a sostenere costi elevati per il rifornimento.

Nicola Baldo, vicepresidente di Confcommercio Verona e titolare di diversi distributori cittadini, evidenzia la necessità di un intervento più ampio. La richiesta avanzata da Assopetroli-Assoenergia è quella di estendere il cosiddetto price cap a tutto il mercato, così da garantire condizioni di concorrenza uniformi tra compagnie petrolifere, distributori indipendenti e operatori della vendita all’ingrosso.

Secondo Baldo, la riduzione dei prezzi rappresenta un segnale positivo dopo mesi caratterizzati da valori particolarmente elevati, ma il beneficio rischia di creare disparità se resta limitato solo ad alcune reti. Gli operatori indipendenti, infatti, acquistano il carburante a condizioni diverse e non possono replicare gli stessi prezzi senza compromettere la sostenibilità economica delle proprie attività.

Distributori indipendenti penalizzati

L’effetto della differenza di prezzo si è già fatto sentire sulla rete veronese. Molti automobilisti si sono concentrati sulle stazioni dei marchi che hanno aderito alla riduzione, lasciando in difficoltà gli impianti indipendenti, che non possono adeguarsi alle offerte delle grandi compagnie senza operare in perdita.

A Verona sono circa 380 le stazioni di servizio presenti sul territorio, mentre una quota più limitata appartiene ai marchi che hanno applicato il tetto ai prezzi. Per i gestori indipendenti, il timore è che una misura nata per sostenere i consumatori possa trasformarsi in un elemento di squilibrio competitivo se non viene accompagnata da un’estensione generale.

La richiesta degli operatori è quindi quella di un confronto con il Governo e con tutti i soggetti della filiera per individuare soluzioni applicabili all’intero comparto. L’obiettivo dichiarato è evitare differenze strutturali tra chi vende carburante al dettaglio e chi opera attraverso il canale extrarete.

Autotrasportatori ancora esclusi dagli sconti

Il problema riguarda in modo particolare il settore dell’autotrasporto. Alessio Sorio, segretario di Fai Verona, spiega che le imprese del comparto continuano a pagare il carburante alle normali condizioni di mercato, senza poter beneficiare del tetto previsto per gli automobilisti.

Il nodo principale riguarda il cosiddetto canale extrarete, attraverso cui aziende e operatori professionali acquistano grandi quantità di carburante. Le compagnie possono infatti rifornire sia le proprie stazioni dedicate agli automobilisti sia il mercato all’ingrosso, dove però gli acquisti avvengono senza il prezzo calmierato.

Per gli autotrasportatori veronesi la situazione rappresenta un ulteriore aggravio dopo mesi di rincari. Sorio sottolinea che le imprese non possono semplicemente utilizzare le stazioni con prezzi ridotti, sia per motivi organizzativi sia per le modalità di pagamento e gestione dei rifornimenti aziendali.

A Verona il settore conta circa 300 aziende di autotrasporto, con 7mila mezzi e 10mila addetti coinvolti, numeri che evidenziano l’impatto economico della questione sul territorio.

Le associazioni di categoria chiedono quindi che il price cap venga esteso anche agli acquisti professionali e all’ingrosso. Secondo gli operatori, solo un intervento uniforme può evitare disparità tra imprese e garantire maggiore equilibrio lungo tutta la filiera del carburante.

Redazione

Seguici su

Aggiungi veronatomorrow.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.

★ Aggiungici
Subscribe
Notificami
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati

Articoli correlati

La rete dei pubblici esercizi si riduce in tutta Italia: nel Veronese il calo ha...
La Giunta comunale dà il via libera al quadro esigenziale per il restauro conservativo del...
distributore di benzina
Benzina a 1,99 euro e diesel a 2,19 negli impianti della compagnia. A Verona cresce...

Altre notizie