Le piscine del futuro dovranno essere più efficienti dal punto di vista energetico e puntare sulla sostenibilità. Fotovoltaico, pompe di calore e interventi di riqualificazione degli impianti sono indicati come le principali soluzioni per ridurre i costi di gestione delle strutture natatorie.
A lanciare l’appello è la Federnuoto, che evidenzia le difficoltà affrontate negli ultimi anni dai gestori delle piscine, soprattutto dopo l’aumento dei costi energetici. Molti impianti comunali, nati negli anni Novanta durante una fase di grande crescita del movimento natatorio, oggi necessitano di interventi di ammodernamento per continuare a essere competitivi e sostenibili.
A Verona, numerose strutture sportive sono legate al progetto avviato dall’allora assessore allo Sport Camillo Cametti, periodo in cui la città visse una stagione particolarmente importante per il nuoto. In quegli anni arrivarono grandi campioni come Giorgio Lamberti, Domenico Fioravanti, Massimiliano Rosolino e Federica Pellegrini.
Tra gli impianti più rappresentativi c’è il centro federale Castagnetti, frequentato da atleti di livello nazionale come Thomas Ceccon, Carlos D’Ambrosio e Nicolò Martinenghi. La struttura, però, rappresenta una realtà particolare e non riflette completamente la situazione delle piscine presenti sul territorio veronese.
Il problema principale oggi riguarda il peso dei consumi energetici, diventato una delle maggiori difficoltà per la gestione quotidiana degli impianti.
«Dopo il Covid le piscine sono diventate energivore», spiega Nicola Varalta, fiduciario provinciale della Federnuoto. Il funzionamento continuo di una struttura natatoria richiede infatti grandi quantità di energia per mantenere attivi filtraggio dell’acqua, riscaldamento e ventilazione degli ambienti.
Per sostenere economicamente le attività, molti gestori stanno puntando soprattutto sui corsi di nuoto e fitness, mentre risulta più complesso investire nell’attività sportiva agonistica. Una lezione individuale o collettiva di nuoto può avere un costo accessibile per le famiglie, mentre il percorso agonistico annuale, che comprende allenamenti in vasca e preparazione fisica, rappresenta una spesa più impegnativa.
Secondo la Federnuoto, però, la formazione degli atleti richiede una programmazione di lungo periodo e strutture adeguate. Il settore agonistico non deve essere visto soltanto come un costo, ma come un investimento sportivo e sociale capace di formare nuove generazioni di atleti.
Le opportunità economiche non mancherebbero, grazie anche ai finanziamenti europei destinati alla riqualificazione energetica. Tuttavia, molte concessioni degli impianti sono in fase di rinnovo e questo rende più complesso programmare investimenti importanti.
La riqualificazione completa di una piscina può richiedere diversi milioni di euro, una cifra che spesso viene affidata al gestore attraverso i nuovi bandi. Per questo alcune società sportive si stanno affidando a consulenti specializzati per elaborare progetti in grado di accedere ai finanziamenti disponibili.
Oltre al nuoto, le piscine rappresentano un punto di riferimento per numerose discipline sportive. Nel territorio veronese trovano spazio anche il nuoto sincronizzato, i tuffi e la pallanuoto, attività che richiedono strutture adeguate e spazi specifici.
Il valore delle piscine non è però soltanto agonistico: lo sport svolge anche una funzione educativa e sociale, contribuendo alla crescita dei giovani attraverso disciplina, impegno e capacità di affrontare le difficoltà.
Nel Veronese sono circa 700 gli atleti impegnati nel nuoto agonistico, con numerose società attive tra Verona e provincia. Tra queste figurano Fin Plus, Css, Sis Bacco d’Oro, Sport Center Sporting Club, Team Isola della Scala, Ostiglia Swim Project, Acqua 18 Villafranca, Free Time San Bonifacio, Sporting Club Arbizzano, Sporting Club Lessinia Bosco Chiesanuova, Fumane e Legnago Nuoto.
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