Montagna e filiere locali: il Gal Baldo-Lessinia punta su biodiversità e rete

Nascono i progetti Radici e Lessinia GenerAttiva per sostenere economia, ambiente e comunità locali

lessinia

Nel territorio montano veronese prende avvio un nuovo percorso di sviluppo che intreccia agricoltura, sostenibilità e cooperazione. A promuoverlo è il Gal Baldo-Lessinia, che ha annunciato l’attivazione di due nuove filiere agroalimentari, denominate “Radici” e “Lessinia GenerAttiva”, con partenza prevista nel corso del 2026. L’iniziativa si inserisce in una strategia più ampia volta a valorizzare le risorse locali, sostenendo al tempo stesso biodiversità, produzioni tipiche e coesione sociale.

Alla base dei progetti vi è la creazione delle cosiddette comunità del cibo e della biodiversità, reti che mettono in connessione aziende agricole, enti pubblici, associazioni e realtà del mondo della ricerca. Queste comunità rappresentano uno strumento operativo per rafforzare il legame tra territorio e produzione, favorendo la collaborazione tra soggetti diversi e incentivando pratiche orientate alla tutela del patrimonio agroalimentare.

Le due filiere sono coordinate rispettivamente da Copagri e dall’azienda Masoverde, in collaborazione con il Parco Naturale Regionale della Lessinia e Coldiretti Verona. Complessivamente, i progetti coinvolgono 31 realtà del territorio e hanno ottenuto il via libera amministrativo attraverso l’istruttoria dello Sportello unico agricolo Avepa di Verona. Il finanziamento pubblico complessivo supera i 170 mila euro, erogato nell’ambito dell’intervento SRG07, a sostegno di iniziative di cooperazione rurale.

L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una rete stabile e concreta, capace di mettere a sistema competenze e conoscenze differenti. In questo contesto, la condivisione di strumenti e risorse diventa un elemento centrale, soprattutto per i piccoli produttori delle aree montane, che spesso operano in condizioni di isolamento. Le nuove filiere intendono quindi favorire sinergie e progettualità comuni, dimostrando i vantaggi di un approccio collaborativo rispetto a iniziative individuali.

Sul piano operativo, le attività previste spaziano in diversi ambiti. Si va dal supporto agli allevatori impegnati nella tutela delle razze animali autoctone allo sviluppo di filiere corte, con l’obiettivo di accorciare la distanza tra produzione e consumo. Parallelamente, sono previste iniziative di sensibilizzazione rivolte al pubblico, come percorsi educativi negli orti didattici e attività nei mercati locali. Il racconto del territorio diventa così parte integrante del progetto, contribuendo a rafforzarne l’identità e la riconoscibilità.

Il filo conduttore resta la biodiversità, considerata non solo come valore ambientale, ma come leva strategica per lo sviluppo complessivo del territorio. In questo scenario, la Lessinia emerge come un contesto particolarmente significativo, grazie a un patrimonio agroalimentare radicato nelle tradizioni di montagna. Le produzioni locali si basano su colture e allevamenti che rispettano l’equilibrio naturale, come dimostrano gli allevamenti estensivi d’altura, fondamentali per il mantenimento dei prati-pascoli e per il benessere animale.

Un ruolo centrale è svolto anche dalla tradizione casearia delle malghe, che continua a rappresentare un elemento identitario ed economico di rilievo. Queste attività contribuiscono non solo alla produzione di eccellenze gastronomiche, ma anche alla conservazione del paesaggio e delle pratiche agricole tradizionali.

In questo contesto, le comunità del cibo assumono una funzione strategica per contrastare lo spopolamento delle aree montane, offrendo opportunità concrete di reddito e incentivando la permanenza delle persone sul territorio. Il tema della vivibilità diventa quindi centrale: senza un tessuto economico e sociale attivo, il rischio è quello di un progressivo declino delle aree rurali.

L’iniziativa del Gal Baldo-Lessinia si propone dunque come un modello di sviluppo integrato, in cui ambiente, economia e comunità si rafforzano reciprocamente. La valorizzazione delle risorse locali viene interpretata come leva di crescita sostenibile, capace di generare benefici diffusi e duraturi.

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