Bardolino, riparte il centro ittiogenico del Garda dopo due anni di stop

Accordo sperimentale tra Comune e Provincia di Verona: riattivata la struttura per il ripopolamento delle specie autoctone del lago

Incubatoio ittico di Bardolino

Dopo oltre due anni di inattività, il Centro Ittiogenico di Bardolino torna operativo grazie a un accordo sperimentale che pone fine allo stallo amministrativo che ne aveva bloccato l’attività. La struttura, situata sulla sponda veronese del lago di Garda, è considerata un presidio strategico per la tutela dell’ecosistema lacustre e per il ripopolamento delle specie autoctone.

L’intesa, che verrà formalizzata nelle prossime settimane, prevede l’affidamento temporaneo per un anno della gestione dell’impianto al Comune di Bardolino, proprietario operativo della struttura in collaborazione con la Provincia di Verona. Un passaggio decisivo che consente di riattivare un’infrastruttura rimasta ferma per criticità legate alla gestione istituzionale.

Un accordo per sbloccare la gestione del centro ittiogenico

Il nuovo assetto organizzativo stabilisce che il Comune si occupi della manutenzione e della gestione operativa del centro ittiogenico, con il supporto delle associazioni locali e il coordinamento scientifico della Direzione Agroambiente, Caccia e Pesca della Regione del Veneto.

L’obiettivo è garantire una ripresa immediata delle attività di allevamento e incubazione delle specie ittiche, fondamentali per il mantenimento dell’equilibrio biologico del lago.

Il sindaco di Bardolino ha definito l’accordo un risultato significativo per l’intero territorio gardesano, sottolineando come la collaborazione tra enti abbia permesso di superare una situazione di blocco che rischiava di compromettere un patrimonio ambientale di grande valore.

Ripopolamento del Garda e tutela della biodiversità

Con la riattivazione dell’incubatoio ittico riprenderanno anche i programmi di ripopolamento delle specie autoctone del lago di Garda, in linea con le direttive regionali. Particolare attenzione sarà dedicata a specie simbolo dell’ecosistema locale come carpione, luccio e lavarello.

Il progetto si inserisce in una strategia più ampia di tutela della biodiversità lacustre, con l’obiettivo di rafforzare la resilienza dell’ecosistema e sostenere anche le attività legate alla pesca professionale e sportiva.

Secondo la Regione del Veneto, la riattivazione del centro rappresenta un passo fondamentale per la conservazione del patrimonio ittico e per la valorizzazione ambientale dell’intero bacino gardesano.

Collaborazione istituzionale e valore territoriale

L’accordo è il risultato di un confronto tra Regione del Veneto, Provincia di Verona e Comune di Bardolino, con il supporto di rappresentanti istituzionali e tecnici che hanno contribuito a definire un percorso condiviso.

Il consigliere regionale Alberto Bozza ha evidenziato l’importanza del lavoro congiunto tra enti, sottolineando come il rilancio del centro ittiogenico possa avere effetti positivi non solo sulla biodiversità, ma anche sulle attività economiche legate al lago.

La Provincia di Verona ha confermato la propria disponibilità a sostenere il percorso di riordino gestionale, aprendo anche alla possibilità di un futuro riassetto proprietario dell’immobile, utile a superare definitivamente le complessità amministrative degli ultimi anni.

Verso un centro di educazione ambientale

Oltre alla funzione produttiva legata al ripopolamento ittico, il Comune di Bardolino guarda al futuro della struttura come a un polo di educazione ambientale e divulgazione scientifica.

L’obiettivo è trasformare il centro ittiogenico in uno spazio aperto a scuole, famiglie e visitatori, dove attività didattiche e sensibilizzazione ambientale possano affiancarsi alla ricerca e alla tutela delle specie acquatiche.

L’intenzione dell’amministrazione è quella di rafforzare il legame tra comunità locale e patrimonio naturale, valorizzando il ruolo del lago di Garda come risorsa ambientale e culturale.

Un passo per la tutela del lago di Garda

La riattivazione del centro ittiogenico si inserisce in un quadro più ampio di interventi dedicati alla salvaguardia del lago di Garda, insieme ad altri progetti infrastrutturali e ambientali in corso sul territorio.

Secondo l’amministrazione comunale, la sinergia tra istituzioni rappresenta la chiave per garantire una gestione efficace e sostenibile del lago, assicurando benefici concreti sia per l’ambiente sia per le comunità locali.

Redazione

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