La Tezenis Verona non riesce a chiudere i conti e perde il primo match point nella serie di finale di A2 contro Rimini. In gara 3, giocata al PalaFlaminio in un clima infuocato e davanti al tutto esaurito, i padroni di casa si impongono per 82-70, riaprendo completamente la serie.
Il risultato porta ora la sfida sul 2-1 per Verona, che avrà una nuova occasione già in gara 4, domenica, per conquistare la promozione in Serie A. In caso contrario, si tornerebbe a Verona per una possibile gara 5 decisiva.
Verona in difficoltà al tiro e troppe palle perse
La serata della Scaligera è stata segnata da diversi fattori negativi, a partire dalle basse percentuali al tiro da tre punti, ferme al 26%, e da un numero elevato di palle perse, ben 13, che hanno pesato sull’andamento della gara.
Tra i protagonisti in difficoltà anche McGee e Zampini, poco incisivi rispetto alle precedenti uscite, con un complessivo 7/19 dal campo. Una produzione offensiva insufficiente che ha limitato le possibilità di controllo del match da parte degli uomini di Ramagli.
Rimini cresce nel momento decisivo
Dopo due gare in cui Verona aveva mostrato maggiore solidità , soprattutto in difesa e a rimbalzo offensivo, Rimini ha cambiato passo davanti al proprio pubblico. La squadra di Dell’Agnello ha aumentato intensità e aggressività , trovando energia anche da giocatori che nella serie erano stati meno incisivi.
L’intervallo si è chiuso in perfetta parità sul 41-41, ma il match ha cambiato volto nel terzo quarto, dove i padroni di casa hanno costruito il break decisivo.
Il terzo quarto spezza l’equilibrio
La fase decisiva della partita è arrivata tra il secondo e il terzo quarto, quando Rimini ha alzato ulteriormente il ritmo. Con McGee gravato di falli e Zampini limitato dalla pressione difensiva, la Tezenis ha perso fluidità offensiva.
Il parziale di 27-11 nel terzo periodo ha rappresentato lo spartiacque del match, portando Rimini fino a un vantaggio di 13 punti, sul 60-47. Da quel momento Verona non è più riuscita a rientrare pienamente in partita.
La reazione mancata della Tezenis
Nonostante alcuni tentativi di rientro, la squadra scaligera non è riuscita a trovare continuità . Le soluzioni offensive alternative, affidate a Baldi Rossi, Monaldi e Ambrosin, non hanno prodotto l’impatto necessario.
La scelta di forzare spesso conclusioni da fuori ha ulteriormente complicato la rimonta, confermando un calo di lucidità nei momenti chiave del match. Rimini ha invece gestito il vantaggio con maggiore solidità , sfruttando anche il contributo di giocatori rientrati in forma come Pollone e Alipiev.
Serie ancora aperta verso gara 4
Con questo successo, Rimini evita il match point avversario e mantiene viva la finale. La serie si sposta ora su gara 4, dove Verona avrà una nuova opportunità per chiudere i conti e conquistare la promozione.
In caso di sconfitta, si arriverebbe a una gara 5 decisiva, con una statistica dalla parte di Verona: nessuna squadra è riuscita a ribaltare negli ultimi quindici anni il 2-0 in finale.
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