Crioneurolisi, a Verona la terapia del freddo contro la spasticità

Innovazione nella neuroriabilitazione: trattamento senza farmaci già applicato con successo

Nicola Smania

La spasticità, una delle condizioni più invalidanti nei pazienti con danno neurologico centrale, può oggi essere trattata anche senza farmaci grazie a una tecnica innovativa basata sull’uso del freddo. La Crioneurolisi rappresenta un approccio clinico avanzato che consente di ridurre la rigidità muscolare intervenendo direttamente sui nervi responsabili del sintomo.

Questa metodologia è già realtà a Verona, dove la Uoc di Neuroriabilitazione dell’AOUI, diretta dal professor Nicola Smania, ha introdotto con successo la tecnica. Nel 2022 è stato eseguito il primo trattamento in Italia, segnando un importante passo avanti nel campo della medicina riabilitativa.

Come funziona la terapia del freddo

La Crioneurolisi utilizza un dispositivo specifico che applica il freddo in modo mirato e controllato. Attraverso un ago, alla cui estremità si forma una piccola sfera di ghiaccio, viene temporaneamente bloccato il nervo responsabile dell’eccessiva contrazione muscolare.

Questo intervento consente di:

  • ridurre la rigidità muscolare;
  • migliorare la mobilità;
  • ottenere un controllo prolungato dei sintomi;
  • evitare o limitare l’uso di farmaci.

La tecnica si rivolge sia a pazienti adulti sia pediatrici e offre benefici concreti in termini di qualità della vita e autonomia.

Le patologie coinvolte e l’impatto sui pazienti

La spasticità può insorgere in seguito a diverse condizioni neurologiche. Tra le principali cause figurano ictus, traumi cranici, lesioni midollari, sclerosi multipla e paralisi cerebrale infantile.

I sintomi includono:

  • aumento involontario del tono muscolare;
  • spasmi;
  • rigidità;
  • difficoltà nei movimenti.

Questi disturbi incidono in modo significativo sulla quotidianità, rendendo fondamentale l’accesso a trattamenti efficaci e personalizzati.

Il ruolo di Verona come centro d’eccellenza

L’esperienza veronese si distingue anche a livello internazionale. L’introduzione della Crioneurolisi è stata resa possibile grazie alla collaborazione con il professor Paul Winston della University of British Columbia, nell’ambito di un programma accademico di visiting professor.

Il dispositivo utilizzato è stato acquisito con fondi universitari e verrà impiegato anche per attività di ricerca clinica, in sinergia con il Centro di Ricerca in Riabilitazione Neuromotoria e Cognitiva dell’Università di Verona.

Un approccio integrato alla neuroriabilitazione

La Crioneurolisi si inserisce in un modello terapeutico più ampio. La Uoc di Neuroriabilitazione adotta un approccio multidisciplinare, che combina diverse tecniche per il trattamento della spasticità.

Tra queste:

  • tossina botulinica ecoguidata;
  • blocchi nervosi;
  • pompe al baclofen;
  • riabilitazione robotica;
  • realtà virtuale e teleriabilitazione.

A supporto, è attivo anche un laboratorio di analisi del movimento, fondamentale per valutare e monitorare le capacità motorie dei pazienti.

Ricerca e innovazione al servizio dei pazienti

L’integrazione tra clinica e ricerca rappresenta uno degli elementi chiave del modello veronese. Nel corso dell’ultimo anno sono stati effettuati circa mille trattamenti per la spasticità, confermando l’elevato livello di specializzazione del centro.

La disponibilità di tecnologie avanzate come la Crioneurolisi consente di ampliare le opzioni terapeutiche e migliorare i risultati clinici, posizionando Verona tra i punti di riferimento nel panorama nazionale e internazionale.

Redazione

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