Maestra indagata per presunti maltrattamenti in una materna privata

Sotto accusa una docente 65enne: tra le ipotesi urla, punizioni e violenze sui bambini

Asilo nido

Un nuovo caso di presunti maltrattamenti scuote il sistema scolastico veronese, a breve distanza da un episodio analogo che aveva già portato alla chiusura di un asilo nido cittadino. Al centro dell’indagine, coordinata dalla Procura, vi è una scuola dell’infanzia privata dove una maestra di 65 anni è finita sotto accusa per comportamenti ritenuti gravemente lesivi nei confronti dei piccoli alunni.

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’insegnante avrebbe adottato condotte abituali di violenza fisica e psicologica tra settembre 2022 e febbraio 2024, nei confronti di bambini di età compresa tra i due e i sei anni. Le presunte vittime sarebbero circa una decina. Il pubblico ministero Mauro Tenaglia ha concluso l’inchiesta chiedendo il rinvio a giudizio della docente, mentre la prima udienza davanti al giudice per l’udienza preliminare Enrico Zuccon è attesa nei prossimi giorni.

Le accuse delineano un quadro particolarmente grave: urla, minacce e atteggiamenti intimidatori sarebbero stati frequenti nella gestione quotidiana della classe. Nei casi considerati più critici, l’insegnante avrebbe immobilizzato i bambini, sedendosi su di loro o bloccandoli contro il muro con materiali presenti in aula. In altri episodi, i piccoli sarebbero stati isolati in una stanza come forma di punizione.

Non solo. Secondo gli inquirenti, la maestra avrebbe anche tirato i capelli, colpito i bambini con schiaffi e inflitto percosse alla testa, accompagnando tali gesti con espressioni offensive e umilianti. In alcune circostanze, sarebbe stato impedito ai bambini di recarsi in bagno, aumentando ulteriormente il disagio psicofisico.

Particolarmente delicato anche il momento dei pasti: alcuni bambini sarebbero stati costretti a mangiare con la forza, con il cibo introdotto in bocca nonostante il pianto, fino a provocare episodi di vomito. Tali comportamenti, secondo l’accusa, risultavano aggravati dal fatto che avvenivano in presenza degli altri compagni, amplificando l’impatto emotivo sui minori.

L’indagine avrebbe preso avvio grazie alla segnalazione di una collega, che avrebbe deciso di denunciare i fatti dopo aver assistito ai presunti abusi. Successivamente, gli investigatori hanno installato telecamere all’interno della struttura per monitorare le attività quotidiane e raccogliere elementi utili all’inchiesta.

Inizialmente, anche un’altra insegnante era stata iscritta nel registro degli indagati. Tuttavia, a seguito di ulteriori verifiche, la Procura ha richiesto l’archiviazione della sua posizione. Una decisione che non ha convinto i genitori dei bambini coinvolti, i quali hanno presentato opposizione. La direzione della scuola, invece, risulta completamente estranea ai fatti contestati.

Il caso riporta inevitabilmente alla memoria un episodio recente che aveva coinvolto un asilo nido della stessa città, posto sotto sequestro a metà febbraio. In quella circostanza, cinque insegnanti erano state indagate e successivamente sospese dalla professione per un anno. Anche allora, le indagini erano partite dalla denuncia di una tirocinante e supportate da registrazioni video ritenute decisive.

Un ulteriore precedente risale al periodo tra gennaio 2022 e febbraio 2023, quando in un altro nido della provincia due educatrici erano state condannate a due anni di reclusione con rito abbreviato per maltrattamenti, mentre altre due erano state assolte.

Ora, nel nuovo procedimento, sarà compito dell’insegnante fornire la propria versione dei fatti davanti al giudice. L’esito dell’udienza preliminare determinerà se si procederà con il processo, in un contesto che continua a sollevare interrogativi sulla tutela dei minori nelle strutture educative.

Redazione

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