Arena di Verona, il festival 2026 chiude con numeri record

La 103ª edizione ha superato per la prima volta i tre mesi di programmazione. In 51 serate registrate 416.600 presenze e 37 milioni di euro di incassi, con una forte partecipazione internazionale.

Si è chiusa con 416.600 spettatori e un incasso complessivo di 37 milioni di euro la 103ª edizione dell’Arena di Verona Opera Festival. La stagione 2026, andata in scena dal 5 giugno al 12 settembre, ha introdotto anche un elemento inedito nella storia recente della manifestazione: per la prima volta il programma ha superato i tre mesi, con un totale di 51 serate di spettacolo.

Il dato economico comprende anche i 27,9 milioni di euro ottenuti attraverso le vendite online. Tra gli appuntamenti della stagione, particolare rilievo ha assunto la recita di La Traviata del 13 giugno, che con 1.079.000 euro ha fatto registrare il più alto incasso mai raggiunto da una singola rappresentazione del festival.

Cresce il pubblico italiano

Il bilancio della stagione evidenzia una crescita anche sul fronte della partecipazione nazionale. Gli spettatori italiani sono stati 180.902, con un aumento del 24% rispetto al 2025. La provenienza ha coinvolto tutte le 110 province italiane.

A guidare la graduatoria delle presenze nazionali è stata la provincia di Verona, con 17.863 spettatori, pari al 4% del pubblico complessivo. Seguono Milano, con 10.245 presenze, e Brescia, con 5.777.

Ancora più consistente è stata la componente internazionale. Gli spettatori provenienti dall’estero hanno rappresentato il 57% del pubblico totale, con visitatori arrivati da 131 Paesi. La Germania si è confermata il principale mercato straniero, con 71.564 presenze.

Un altro elemento sottolineato nel bilancio riguarda il coinvolgimento delle nuove generazioni. Gli under 30 hanno costituito l’11% del pubblico, anche grazie alle iniziative dedicate alle famiglie, alla nuova Area Family e alla possibilità di acquistare biglietti di platea al prezzo di 30 euro.

Sei produzioni e altrettante serate speciali

Il programma del 2026 ha proposto sei produzioni operistiche e sei serate-evento, ampliando ulteriormente l’offerta del festival.

Tra i progetti più seguiti figura la nuova produzione di La Traviata realizzata in collaborazione con il Moulin Rouge di Parigi, che ha raggiunto il tutto esaurito in tutte e sette le rappresentazioni previste.

La stagione ha avuto anche un legame particolare con la storia dell’Arena. In occasione dei 150 anni dalla nascita di Giovanni Zenatello, figura centrale nella nascita del festival operistico, è stata esposta la spada originale utilizzata nella storica Aida del 1913.

Oltre 1.400 lavoratori coinvolti

Dietro i numeri del Festival c’è una macchina organizzativa che nel corso della stagione ha coinvolto 1.458 lavoratori, tra artisti, tecnici, personale di sala e addetti alle strutture amministrative.

I costi di produzione dell’edizione 2026 hanno raggiunto 61.374.000 euro, con il 46% destinato alla spesa per il personale. Sul fronte delle risorse private, il progetto 67 Colonne ha raccolto 2,6 milioni di euro, ai quali si sono aggiunti altri 2,6 milioni derivanti dalle sponsorizzazioni.

Durante la presentazione del bilancio, il sindaco di Verona e presidente della Fondazione Arena, Damiano Tommasi, ha evidenziato anche il ruolo avuto dall’Arena e dalla Fondazione in occasione delle due cerimonie olimpiche, inserendo gli appuntamenti all’interno di un’annata particolarmente articolata.

Tommasi ha inoltre richiamato l’attenzione sull’estensione della stagione, definita una novità da valutare e perfezionare negli anni successivi, e ha ricordato il prossimo intervento destinato a migliorare l’accessibilità dell’anfiteatro: l’ascensore che consentirà di raggiungere i gradoni dall’Arcovolo 67.

L’attenzione alle famiglie e ai giovani

La sovrintendente della Fondazione Arena, Cecilia Gasdia, ha posto l’accento sulla dimensione culturale e inclusiva del Festival, ricordando in particolare l’apertura dell’Arena ai bambini sotto i quattro anni accompagnati dai genitori.

Tra le iniziative rivolte alle nuove generazioni sono state citate anche Arena per Tutti, l’Area Family e il nuovo coro di voci bianche, progetti attraverso i quali la Fondazione ha ampliato le occasioni di avvicinamento dei più giovani alla musica e al teatro.

Gasdia ha inoltre ringraziato le professionalità impegnate nella manifestazione, insieme al Consiglio d’Indirizzo, ai soci privati, agli sponsor, ai partner e alle 67 Colonne.

Il ministro Gianmarco Mazzi ha infine evidenziato il rapporto tra opera, turismo e promozione culturale, sottolineando il ruolo del Festival nelle esperienze dei visitatori italiani e stranieri che scelgono Verona.

Con la conclusione della 103ª edizione, l’Arena archivia dunque una stagione caratterizzata da un nuovo record di incassi, oltre 416 mila presenze e una programmazione estesa a 51 serate, confermando il peso della manifestazione nel calendario culturale e turistico della città.

Redazione

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