Filovia di Verona, via libera all’accordo per salvare 70,1 milioni di finanziamenti

Il Comune di Verona ha approvato l'accordo per salvaguardare 70,1 milioni di euro statali destinati al completamento della filovia.

Filovia a Verona

Sottotitolo: La giunta comunale ha approvato l’intesa con Cassa Depositi e Prestiti per mantenere a disposizione le risorse statali destinate alla realizzazione dell’opera. Nessun nuovo debito per i cittadini: i fondi serviranno anche a coprire gli aumenti dei costi dei lavori.

La realizzazione della filovia di Verona compie un nuovo passo avanti sul fronte dei finanziamenti. La giunta comunale ha infatti approvato l’accordo con Cassa Depositi e Prestiti per salvaguardare 70,1 milioni di euro già stanziati dallo Stato e destinati al completamento dell’infrastruttura. Una decisione considerata fondamentale da Palazzo Barbieri per evitare che le risorse, rimaste inutilizzate entro i termini inizialmente previsti, dovessero essere restituite al Ministero.

Il provvedimento è stato presentato dall’assessore alla Mobilità Tommaso Ferrari e autorizza il dirigente comunale competente a sottoscrivere l’intesa, dopo il via libera già arrivato dai ministeri delle Infrastrutture e dell’Economia lo scorso 21 ottobre.

L’obiettivo è garantire la continuità economica del progetto e consentire la prosecuzione dei cantieri, senza introdurre nuovi oneri a carico della collettività. I 70,1 milioni rappresentano infatti risorse pubbliche già assegnate alla filovia, non un nuovo finanziamento da restituire attraverso ulteriori debiti comunali.

Perché servono altri finanziamenti per la filovia

La necessità di recuperare e mantenere disponibili queste risorse deriva soprattutto dai tempi particolarmente lunghi che hanno caratterizzato la realizzazione dell’opera.

La gara d’appalto risale al 2010, mentre il contratto è stato sottoscritto nel 2012. I lavori, tuttavia, sono iniziati soltanto nel dicembre 2016. Nel frattempo, il settore delle costruzioni ha attraversato diverse fasi di difficoltà, con conseguenze dirette sui costi e sull’organizzazione del cantiere.

Tra i fattori che hanno inciso maggiormente figurano la crisi dell’edilizia, il fallimento di alcune imprese appartenenti al raggruppamento aggiudicatario, l’emergenza pandemica, gli effetti del Superbonus e le conseguenze economiche della guerra in Ucraina.

Questi eventi hanno determinato un significativo aumento dei prezzi dei materiali e delle lavorazioni, rendendo necessario individuare ulteriori risorse per garantire il completamento dell’intervento.

Finora gli incrementi erano stati assorbiti attraverso le somme previste per gli imprevisti progettuali e il fondo statale del Decreto Aiuti, utilizzabile fino alla fine del 2025.

Dal primo gennaio 2026, però, il quadro normativo è cambiato. La nuova disciplina prevede l’applicazione dei prezzari regionali aggiornati, con adeguamenti automatici in occasione degli stati di avanzamento dei lavori.

Per il Veneto, il nuovo prezzario relativo al 2026 registra un incremento medio del 6,24%. Un aumento che si aggiunge alle difficoltà economiche già accumulate negli anni precedenti e che il quadro finanziario attuale dell’opera non sarebbe in grado di assorbire autonomamente.

La scadenza del mutuo e il rischio di perdere 70 milioni

Il finanziamento statale destinato alla filovia era stato strutturato attraverso un mutuo da 91,7 milioni di euro concesso dal Ministero delle Infrastrutture tramite Cassa Depositi e Prestiti.

Il problema è emerso alla scadenza del 31 dicembre 2025. A quella data risultavano già erogati soltanto 21,6 milioni di euro, mentre i restanti 70,1 milioni rischiavano di tornare nella disponibilità dello Stato per effetto delle regole legate alla scadenza del finanziamento.

Per evitare questa eventualità, nel mese di dicembre il Ministero delle Infrastrutture aveva chiesto a Cassa Depositi e Prestiti di mantenere le somme disponibili per il progetto veronese.

L’istituto aveva manifestato la propria disponibilità, subordinandola però alla sottoscrizione di un accordo formale condiviso con il Ministero delle Infrastrutture e con quello dell’Economia. Il passaggio autorizzativo si è completato il 21 ottobre, quando entrambi i dicasteri hanno espresso il proprio assenso.

Con la recente approvazione della giunta comunale, anche Verona ha completato il passaggio amministrativo necessario per procedere alla firma.

Come saranno utilizzati i 70,1 milioni

L’intesa stabilisce precise modalità per l’erogazione delle risorse. Cassa Depositi e Prestiti metterà a disposizione del Comune le somme progressivamente, sulla base delle richieste presentate dall’amministrazione.

Ogni domanda dovrà essere accompagnata dalla documentazione relativa alle spese effettivamente sostenute, sottoscritta dal responsabile del procedimento e sottoposta all’approvazione del Ministero competente.

I fondi avranno un vincolo di destinazione preciso: potranno essere utilizzati esclusivamente per la realizzazione della filovia. Inoltre, sarà necessario rispettare le scadenze previste per la rendicontazione, perché le somme non richieste o non documentate entro i termini stabiliti torneranno allo Stato.

Dal punto di vista della composizione economica, dei 70,1 milioni complessivi circa 47 milioni corrispondono a risorse già previste dal finanziamento statale del 2023, ma non ancora materialmente erogate. Si tratta di somme considerate indispensabili per assicurare la prosecuzione dei lavori.

Gli ulteriori 21,6 milioni rappresentano invece il contributo aggiuntivo destinato a sostenere gli incrementi dei costi dell’opera.

La delibera è stata dichiarata immediatamente eseguibile proprio per consentire la sottoscrizione dell’accordo in tempi rapidi ed evitare ripercussioni sull’avanzamento dei cantieri.

Nessun nuovo debito per i cittadini veronesi

Uno degli aspetti sottolineati dall’amministrazione riguarda le conseguenze finanziarie dell’operazione per il Comune e per i residenti.

L’accordo non comporterà l’accensione di nuovi mutui né l’aumento del debito a carico dei cittadini. Le risorse recuperate derivano infatti da un finanziamento statale già concesso, le cui rate rimangono a carico dello Stato.

L’amministrazione comunale punta quindi a utilizzare integralmente le somme originariamente destinate all’infrastruttura, evitando che una scadenza di carattere tecnico comprometta la disponibilità di risorse fondamentali per il completamento del progetto.

«Con questo accordo mettiamo al sicuro le risorse per finire la filovia», ha dichiarato l’assessore alla Mobilità Tommaso Ferrari. «Sono soldi dello Stato già destinati a Verona, che rischiavamo di perdere per una scadenza tecnica. Non chiediamo un euro di debito in più ai veronesi: chiediamo di poter usare fino in fondo quello che era già stato stanziato, per consegnare alla città un’opera attesa da troppo tempo».

Filovia, il cronoprogramma punta al 2027

Dopo la sottoscrizione dell’accordo, il Comune potrà presentare le richieste per ottenere le risorse necessarie, sia per le spese già anticipate sia per quelle che dovranno essere sostenute nelle successive fasi di realizzazione.

Il calendario concordato con l’impresa prevede il completamento delle opere stradali e degli impianti entro il 28 febbraio 2027. Entro la stessa data è prevista anche la consegna dei mezzi destinati al servizio filoviario.

Una parte dei veicoli è già arrivata a Verona: attualmente sono sei i mezzi consegnati.

Palazzo Barbieri ha inoltre chiesto al Ministero di mantenere le risorse finanziarie disponibili fino al 31 marzo 2028. Questa ulteriore finestra temporale dovrebbe consentire di completare le lavorazioni, le forniture e gli adempimenti tecnici e amministrativi necessari, con l’obiettivo di concludere l’intero percorso entro la fine del 2027.

La salvaguardia dei 70,1 milioni costituisce dunque un passaggio importante per la prosecuzione del progetto. Resta ora da rispettare il cronoprogramma, portando a termine i lavori e le procedure necessarie per consegnare alla città la nuova infrastruttura di trasporto pubblico.

Redazione

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