Controlli sui giovani in tutta Italia, 644 arresti: a Verona tre ragazzi in manette

Maxi operazione della polizia contro la criminalità giovanile: 644 arresti e 1.695 denunce in Italia. A Verona tre ragazzi arrestati e 15 denunciati.

Una vasta operazione di contrasto alla criminalità giovanile ha interessato l’intero territorio nazionale nelle ultime due settimane, portando a 644 arresti e 1.695 denunce. L’attività, coordinata dal Servizio Centrale Operativo della polizia di Stato, ha coinvolto migliaia di agenti delle questure italiane, impegnati a contrastare i fenomeni di illegalità che vedono protagonisti giovani e giovanissimi, compresi numerosi minorenni.

L’iniziativa ha interessato soprattutto le aree considerate maggiormente esposte a fenomeni di criminalità, come le zone dello spaccio e i luoghi della movida. Complessivamente, le forze dell’ordine hanno identificato 236.138 giovani, di cui 23.060 minorenni. Un’attività capillare che ha visto impegnate le 106 Squadre mobili presenti sul territorio nazionale, affiancate dagli equipaggi dei Reparti prevenzione crimine e da altri uffici della polizia.

Il bilancio comprende l’arresto di 575 maggiorenni e 69 minorenni, ritenuti coinvolti in episodi legati a reati contro la persona, il patrimonio e allo spaccio di sostanze stupefacenti. A questi si aggiungono 1.695 giovani denunciati a piede libero, tra cui 373 minorenni, per fatti che comprendono ricettazione, possesso di armi e strumenti offensivi e detenzione di droga destinata alla vendita.

Armi, droga e violenze: il bilancio dei sequestri

Le attività investigative hanno fatto emergere un quadro caratterizzato da diverse forme di illegalità, in alcuni casi documentate e ostentate dagli stessi protagonisti attraverso la pubblicazione di contenuti sui social network.

Tra i comportamenti contestati figurano episodi di tentato omicidio, lesioni personali, risse, danneggiamenti, estorsioni, furti e rapine. Particolare attenzione è stata riservata anche alla detenzione illegale di armi e al traffico di sostanze stupefacenti.

Nel corso delle perquisizioni, gli agenti hanno recuperato numerosi beni di provenienza illecita, tra cui gioielli, collane d’oro, telefoni cellulari, tablet e capi d’abbigliamento. Il denaro contante sequestrato ammonta complessivamente a 269.863 euro.

Importante anche il quantitativo di armi sottratte alla disponibilità degli indagati: sono state sequestrate 28 armi da fuoco, tra pistole e fucili, 210 armi bianche e altri 25 oggetti potenzialmente utilizzabili per aggredire o ferire altre persone.

Tra questi ultimi figurano mazze da baseball, cacciaviti, bastoni telescopici, pistole a salve, spray al peperoncino, tirapugni e strumenti da taglio. Nel corso delle operazioni sono stati inoltre individuati ordigni esplosivi, batterie di tubi monocolpo, passamontagna e attrezzature utilizzabili per lo scasso.

Sul fronte degli stupefacenti, il bilancio comprende 69,4 chilogrammi di cocaina, 328,44 grammi di eroina e 174,8 chilogrammi di cannabinoidi. Sono stati sequestrati anche quantitativi più contenuti di ecstasy, ketamina, anfetamine e altre sostanze, tra cui benzodiazepine e capsule di Lyrica.

Controlli in migliaia di luoghi e verifiche sui social

L’operazione non si è limitata alle identificazioni e alle perquisizioni personali e domiciliari. Gli investigatori hanno esteso le verifiche anche a numerosi luoghi frequentati dai giovani e ad attività commerciali.

In particolare, sono state controllate 299 abitazioni, comprese 39 strutture di accoglienza per minori stranieri non accompagnati, 365 sale giochi e 896 esercizi commerciali. I controlli hanno interessato anche 1.149 luoghi della movida, tra cui 839 piazze e 310 centri cittadini, oltre a 177 stazioni ferroviarie e 198 parchi.

Al termine delle verifiche sono state contestate 1.394 violazioni amministrative, principalmente per consumo di sostanze stupefacenti, infrazioni al codice della strada e inosservanza delle disposizioni che regolamentano le attività dei pubblici esercizi.

Un altro fronte dell’indagine ha riguardato il mondo digitale. Gli investigatori hanno monitorato 1.115 profili social, individuando contenuti ritenuti meritevoli di approfondimento. In provincia di Torino, per tre account è stata avanzata una richiesta di oscuramento a causa della presenza di pubblicazioni violente e dell’esibizione di armi.

Individuate alcune crack house nel Foggiano

Tra le attività investigative più significative figura quella condotta in provincia di Foggia, dove, anche grazie alle segnalazioni ricevute attraverso l’applicazione YouPol, sono state individuate alcune strutture utilizzate come vere e proprie basi per il consumo e la commercializzazione di sostanze stupefacenti.

Si tratta delle cosiddette crack house, ambienti nei quali la cocaina veniva trasformata artigianalmente in crack e successivamente distribuita. Le strutture offrivano inoltre spazi e strumenti a disposizione dei consumatori per assumere le sostanze.

Lombardia, attenzione ai gruppi giovanili e alle manifestazioni

Una parte significativa dei controlli ha riguardato anche la Lombardia, dove l’attenzione delle forze dell’ordine si è concentrata sulle province di Como, Cremona, Milano e Monza e Brianza.

La decisione di intensificare i servizi di prevenzione è arrivata anche alla luce degli episodi verificatisi durante alcune manifestazioni nelle giornate del 17, 18 e 24 ottobre. Le verifiche hanno interessato soprattutto contesti nei quali erano stati segnalati comportamenti violenti e fenomeni di devianza riconducibili a gruppi giovanili di strada.

In collaborazione con l’autorità giudiziaria sono state effettuate diverse perquisizioni, con l’identificazione di numerosi soggetti e la denuncia di presunti responsabili per danneggiamento aggravato, rissa e resistenza a pubblico ufficiale.

Sono stati inoltre adottati provvedimenti di Daspo urbano e fogli di via obbligatori. Un contributo importante alle indagini è arrivato dall’analisi dei telefoni cellulari sequestrati, attraverso la quale gli investigatori hanno recuperato conversazioni e messaggi utili a ricostruire l’organizzazione e il coordinamento dei disordini durante le manifestazioni.

Verona, tre arresti e circa quindici denunciati

Anche la provincia di Verona è stata interessata dall’attività straordinaria di prevenzione e contrasto alla criminalità giovanile. Nel corso delle due settimane di controlli, che hanno coinciso anche con il periodo delle manifestazioni e delle proteste registrate in diverse città italiane, la polizia ha concentrato l’attenzione sui soggetti più giovani e sulle situazioni considerate potenzialmente a rischio.

Nel territorio scaligero sono stati arrestati tre ragazzi, mentre circa quindici giovani sono stati denunciati per diverse ipotesi di reato, che vanno dalla detenzione di sostanze stupefacenti al possesso di oggetti atti a offendere.

Le persone coinvolte sono sia italiane sia italiane di seconda generazione. Complessivamente, durante i servizi sono stati controllati circa 250 giovani: all’incirca un centinaio erano minorenni, mentre gli altri avevano da poco raggiunto la maggiore età.

La Squadra mobile ha eseguito diverse perquisizioni nell’ambito delle attività di contrasto allo spaccio e alla detenzione illegale di armi. Ulteriori interventi sono stati condotti insieme alla Digos, in relazione agli approfondimenti investigativi sulle manifestazioni giovanili.

Tra il materiale sequestrato figurano modiche quantità di sostanze stupefacenti, alcuni coltellini di piccole dimensioni, un machete, una pistola scacciacani priva del tappo rosso e una bomba carta.

Il quadro veronese non presenta particolari criticità

Al termine delle attività, dalla Squadra mobile è arrivata una valutazione complessivamente positiva sulla situazione della provincia. Secondo quanto evidenziato dagli investigatori, il quadro emerso dalle verifiche non avrebbe mostrato particolari criticità o situazioni di allarme.

I numeri raccolti nel corso delle due settimane di controlli delineerebbero quindi una condizione considerata sotto controllo, pur confermando la necessità di mantenere alta l’attenzione sui fenomeni di criminalità che coinvolgono le fasce più giovani della popolazione.

L’attività di prevenzione e repressione proseguirà attraverso il monitoraggio delle aree sensibili e gli approfondimenti investigativi sui soggetti già individuati.

Redazione

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