Verona Abita Giovane, fondi esauriti: bando chiuso prima della scadenza

Il Comune di Verona aumenta le risorse da 80mila a 130mila euro, ma l'elevato numero di richieste porta alla chiusura anticipata dell'iniziativa. Sono 67 i giovani ammessi al contributo per l'affitto, fino a 200 euro mensili per un anno. L'amministrazione valuta una nuova edizione nel 2027

Comune di Verona

Verona Abita Giovane, esauriti i 130mila euro destinati agli affitti

Il sostegno economico per aiutare i giovani veronesi a pagare l’affitto ha registrato una partecipazione superiore alle previsioni, tanto da rendere necessario un aumento delle risorse comunali. Nonostante il finanziamento aggiuntivo, però, il Comune di Verona ha annunciato la chiusura anticipata del bando Verona Abita Giovane, inizialmente destinato a rimanere aperto fino al 15 novembre 2026.

L’iniziativa, introdotta in via sperimentale per favorire l’autonomia abitativa degli under 35, aveva inizialmente a disposizione 80mila euro. L’elevato numero di richieste ha successivamente spinto l’amministrazione a destinare altri 50mila euro al progetto, raggiungendo uno stanziamento complessivo di 130mila euro.

Le risorse disponibili sono state tuttavia esaurite prima della scadenza prevista, determinando l’interruzione immediata della possibilità di presentare nuove domande.

Il risultato evidenzia la forte richiesta di interventi economici rivolti a una generazione che incontra crescenti difficoltà nell’accesso al mercato delle locazioni private.

Contributi fino a 200 euro al mese per 67 giovani

Il programma comunale è stato progettato per sostenere i residenti fino a 35 anni che, nel corso del 2026, hanno sottoscritto un contratto di affitto a canone concordato, una formula che prevede importi stabiliti sulla base di accordi territoriali.

L’agevolazione riconosciuta ai beneficiari consiste in un contributo economico mensile, determinato in relazione alla situazione reddituale e patrimoniale certificata dall’Isee.

L’importo massimo previsto è di 200 euro al mese per 12 mesi, con un sostegno potenziale che può raggiungere i 2.400 euro per ciascun beneficiario.

Al termine delle verifiche effettuate sulle richieste pervenute, sono stati 67 i giovani ammessi al finanziamento.

L’istruttoria è stata condotta dall’Agenzia Sociale per l’Abitare, struttura recentemente istituita per occuparsi delle politiche di accesso alla casa.

Dall’esame delle domande è emerso che soltanto un quarto circa delle richieste presentava tutti i requisiti necessari per ottenere il contributo. La valutazione ha riguardato sia la documentazione allegata sia il rispetto delle condizioni stabilite dall’avviso pubblico.

Chi ha ottenuto il bonus affitto a Verona

I dati raccolti dall’amministrazione comunale permettono di delineare le caratteristiche dei giovani che hanno avuto accesso all’incentivo.

La fascia d’età maggiormente rappresentata è quella compresa tra 26 e 30 anni, pari al 56,7% dei beneficiari. Seguono i giovani tra 31 e 35 anni, che costituiscono il 32,8%, mentre il restante 10,4% ha meno di 26 anni.

Per quanto riguarda la composizione dei nuclei familiari, emerge una netta prevalenza di persone che vivono da sole: l’80,6% dei beneficiari appartiene infatti a nuclei monocomponente.

Anche la condizione lavorativa rappresenta un elemento significativo. L’86,6% degli ammessi al contributo risulta occupato con un contratto di lavoro subordinato, a conferma del fatto che la necessità di un sostegno abitativo riguarda anche persone che dispongono di un’occupazione.

Sul fronte economico, il 74,6% presenta un Isee inferiore a 20mila euro, mentre il 25,4% rientra nella fascia compresa tra 20mila e 33mila euro.

Le donne rappresentano il 44,8% delle domande accolte e il 92,5% dei beneficiari possiede la cittadinanza italiana.

Il problema degli affitti per chi non accede alle case popolari

Uno degli obiettivi principali di Verona Abita Giovane è intervenire a favore di una categoria di cittadini che spesso rimane esclusa dai tradizionali strumenti di sostegno abitativo.

Si tratta di giovani con redditi insufficienti per affrontare agevolmente i costi delle locazioni sul mercato privato, ma che contemporaneamente non possiedono i requisiti necessari per accedere all’edilizia residenziale pubblica.

Questa condizione, frequentemente definita come fascia grigia del disagio abitativo, rappresenta una delle questioni affrontate dalla sperimentazione comunale.

L’intervento ha puntato quindi a ridurre il peso dell’affitto sul bilancio mensile, favorendo il ricorso ai contratti a canone concordato.

Secondo l’amministrazione, la partecipazione registrata a Verona è stata superiore a quella riscontrata in esperienze analoghe realizzate in altre città.

Un dato che ha portato il Comune a considerare il sostegno al mercato privato delle locazioni come uno degli ambiti su cui sviluppare ulteriormente le politiche abitative.

L’assessora Luisa Ceni: nuove strategie per il mercato delle locazioni

L’assessora comunale alle politiche abitative Luisa Ceni ha evidenziato come l’adesione al programma abbia confermato la necessità di ampliare gli strumenti utilizzati per affrontare le difficoltà di accesso alla casa.

Secondo l’assessora, gli interventi non possono concentrarsi esclusivamente sul patrimonio immobiliare pubblico o sulle soluzioni promosse dal terzo settore.

L’amministrazione ritiene necessario agire anche sulle dinamiche del mercato privato, valorizzando gli strumenti che consentono di contenere i canoni di locazione.

In questa prospettiva, il successo in termini di partecipazione del progetto pilota potrebbe rappresentare il punto di partenza per ulteriori misure, rivolte sia agli inquilini sia, eventualmente, ai proprietari degli immobili.

L’esperienza maturata attraverso il primo bando permetterà inoltre di analizzare le caratteristiche delle richieste e le difficoltà incontrate dai partecipanti durante la presentazione delle domande.

Verona Abita Giovane potrebbe tornare nel 2027

La chiusura anticipata non segna necessariamente la conclusione definitiva dell’iniziativa.

Il Comune sta infatti valutando la possibilità di riproporre Verona Abita Giovane nel 2027, introducendo modifiche finalizzate a rendere il programma maggiormente efficace rispetto alle esigenze abitative emerse.

Tra le ipotesi considerate figura anche un ampliamento dell’intervento sul versante dell’offerta, attraverso strumenti capaci di incentivare ulteriormente il ricorso alle locazioni a prezzi calmierati.

Gli uffici della Direzione servizi sociali, insieme all’Agenzia Sociale per l’Abitare, stanno già approfondendo le possibili soluzioni.

Al momento, tuttavia, non è stata annunciata l’apertura di un nuovo bando né sono stati definiti eventuali finanziamenti per il prossimo anno.

Per l’edizione 2026, invece, la situazione è definitiva: i fondi disponibili sono stati interamente impegnati e la procedura è stata interrotta prima del termine originariamente fissato al 15 novembre.

Il bilancio della sperimentazione si chiude dunque con 67 beneficiari, 130mila euro stanziati e una domanda di sostegno abitativo superiore alle risorse disponibili, elementi che saranno al centro delle valutazioni comunali sulle future politiche per l’affitto a Verona.

Redazione

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