Chiari, 21enne confessa di aver ucciso la madre: indagini sul movente

Il giovane si è presentato spontaneamente nella caserma dei carabinieri di Cremona, ammettendo le proprie responsabilità. La madre, 39 anni, è stata trovata morta nell'abitazione di via Tagliata con evidenti ferite da arma da taglio. Ancora da chiarire le ragioni del delitto.

Un omicidio consumato tra le mura domestiche, seguito da una confessione spontanea che ha dato il via alle indagini dei carabinieri. È quanto accaduto a Chiari, in provincia di Brescia, dove un ragazzo di 21 anni ha ammesso di aver ucciso la madre, trovata senza vita nell’appartamento in cui i due convivevano.

La vicenda è emersa nella mattinata di martedì 3 novembre 2026, quando Eduart Xhani si è presentato alla caserma del comando provinciale dei carabinieri di Cremona. Davanti ai militari avrebbe pronunciato una frase inequivocabile: «Ho ucciso mia madre». Una dichiarazione che ha immediatamente fatto scattare gli accertamenti delle forze dell’ordine.

Il giovane, cittadino italiano di origini albanesi, è nato nel 2005 a San Bonifacio, in provincia di Verona. La sua permanenza nel territorio veronese sarebbe stata tuttavia molto breve, prima del trasferimento nel Bresciano, dove aveva trascorso gran parte della propria vita.

Il ritrovamento nell’appartamento di via Tagliata

Dopo aver raccolto la confessione del ventunenne, i carabinieri si sono diretti verso l’abitazione di Chiari, situata in via Tagliata. Una volta raggiunto il condominio, i militari hanno effettuato le verifiche necessarie, trovando il corpo della donna all’interno dell’appartamento collocato all’ultimo piano dell’edificio.

La vittima era Meleqe Lusha, nata in Albania nel 1987 e quindi di 39 anni. Sul corpo sarebbero state riscontrate evidenti ferite provocate da un’arma da taglio, un elemento che ha confermato la natura violenta della morte e reso necessario l’intervento degli specialisti per gli accertamenti tecnici.

Nell’abitazione sono intervenuti anche i soccorritori, con ambulanze e automedica, insieme ai carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche (SIS). Gli specialisti hanno effettuato i rilievi nell’appartamento per raccogliere elementi utili alla ricostruzione della dinamica dell’accaduto.

Un aspetto che ha attirato l’attenzione degli investigatori riguarda l’assenza di segnalazioni da parte dei residenti dello stabile. I vicini di casa non avrebbero infatti sentito rumori o richieste di aiuto riconducibili a quanto successo durante la notte, senza avere quindi elementi per sospettare che all’interno dell’abitazione fosse avvenuto un omicidio.

La vita nel Bresciano e il trasferimento a Chiari

Eduart Xhani e la madre vivevano insieme a Chiari dal 2010. Prima di stabilirsi definitivamente nel territorio bresciano, madre e figlio avevano trascorso soltanto alcuni mesi nella provincia di Verona, dove il ragazzo era nato nel 2005.

Nel corso degli anni, il ventunenne aveva frequentato le scuole nella zona e successivamente aveva iniziato a lavorare come operaio. La madre, invece, risultava da tempo impegnata professionalmente presso l’ospedale Civile di Brescia.

I due abitavano nell’appartamento di via Tagliata da alcuni mesi. La loro quotidianità, almeno per quanto emerso finora, non avrebbe attirato particolari attenzioni da parte degli altri residenti del condominio.

La confessione del giovane ha dunque rappresentato il primo elemento decisivo per far emergere il delitto e consentire ai carabinieri di individuare il luogo in cui si trovava il corpo della donna.

Ancora sconosciute le ragioni dell’omicidio

Resta ora da chiarire che cosa abbia portato il ventunenne a uccidere la madre. Al momento della confessione, Xhani non avrebbe fornito spiegazioni sulle circostanze del delitto né indicato un possibile movente.

Gli investigatori sono quindi impegnati a ricostruire quanto accaduto nelle ore precedenti al ritrovamento, cercando di comprendere se tra madre e figlio fossero emerse tensioni o situazioni conflittuali.

Saranno gli approfondimenti investigativi, insieme ai risultati dei rilievi scientifici e degli eventuali ulteriori accertamenti, a contribuire alla ricostruzione della vicenda.

La confessione resa nella caserma di Cremona ha permesso di indirizzare rapidamente le verifiche verso l’abitazione di Chiari, ma numerosi interrogativi rimangono ancora aperti. In particolare, il movente dell’omicidio e la precisa dinamica dell’aggressione rappresentano due aspetti centrali sui quali si concentrano le indagini.

La comunità di Chiari si trova così a fare i conti con un grave fatto di cronaca, maturato in un contesto familiare che, fino alla confessione del giovane, non aveva suscitato particolari sospetti.

Redazione

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