Una truffa da 27.500 euro ai danni di un uomo di 74 anni è stata scoperta dai Carabinieri di Zevio, in provincia di Verona. Per l’episodio sono state denunciate due persone, accusate di aver utilizzato la falsa identità di appartenenti all’Arma per convincere la vittima a trasferire il proprio denaro.
Il provvedimento è stato adottato il 27 ottobre 2026 dai militari della Stazione di Zevio, appartenenti alla Compagnia di San Bonifacio.
I denunciati sono un uomo di 53 anni e una donna di 56, entrambi di origini campane e già noti alle forze dell’ordine. Le ipotesi di reato contestate, in concorso, sono truffa aggravata e frode informatica.
La telefonata dei falsi carabinieri e il bonifico
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il raggiro sarebbe iniziato con una telefonata ricevuta dal 74enne.
Gli interlocutori si sarebbero presentati come carabinieri, sostenendo che i conti bancari dell’uomo fossero stati colpiti da un attacco informatico.
Per evitare di perdere i risparmi, la vittima sarebbe stata indotta a effettuare un trasferimento di denaro, presentato come una misura necessaria per proteggerlo.
Convinto della credibilità della richiesta, l’anziano avrebbe disposto un bonifico di 27.500 euro.
Il denaro sarebbe così finito nella disponibilità dei presunti truffatori.
La banca blocca un secondo trasferimento da 15mila euro
Dopo il primo bonifico, i due indagati avrebbero cercato di ottenere un’ulteriore somma.
Il secondo trasferimento richiesto ammontava a 15mila euro, ma questa volta l’operazione non è stata completata.
Il tempestivo intervento degli operatori bancari ha infatti impedito che venisse sottratto altro denaro.
Complessivamente, il tentativo di raggiro avrebbe riguardato 42.500 euro, dei quali 27.500 effettivamente trasferiti e 15mila bloccati.
Due persone denunciate dai Carabinieri di Zevio
Gli accertamenti condotti dai militari hanno portato all’individuazione della coppia, denunciata in stato di libertà.
Non sono stati quindi eseguiti arresti.
Le responsabilità delle due persone dovranno essere accertate nel corso del procedimento giudiziario, nel rispetto della presunzione di innocenza.
L’episodio evidenzia una modalità di truffa che sfrutta la paura di un attacco hacker e la falsa appartenenza alle forze dell’ordine per ottenere trasferimenti bancari.
È importante ricordare che i Carabinieri non chiedono ai cittadini di effettuare bonifici per mettere al sicuro i conti correnti.
In presenza di telefonate di questo tipo, è opportuno interrompere il contatto, non effettuare pagamenti e verificare la situazione rivolgendosi direttamente alla propria banca o chiamando il 112.
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