È polemica all’Università di Verona per il mancato via libera all’iniziativa pubblica che vedrà la partecipazione dell’attivista Greta Thunberg, attesa in città venerdì 21 novembre per un incontro dedicato alla questione palestinese e alla crisi umanitaria in corso nella Striscia di Gaza. L’incontro, promosso dal collettivo Tamr, doveva tenersi nell’aula T8 del polo universitario Zanotto, ma l’ateneo ha fatto sapere che l’autorizzazione è stata negata, citando presunte violazioni della normativa sulla par condicio.
Il motivo del diniego: la legge 28/2000
A spiegare la decisione è stata una nota ufficiale dell’Università di Verona, diffusa il 17 novembre. Secondo l’ateneo, i contenuti dei post promozionali condivisi sui social dai promotori dell’evento non solo riportavano come sede l’aula universitaria, ma veicolavano anche critiche nei confronti del governo, in un momento particolarmente delicato, a pochi giorni dalle elezioni regionali.
La concessione degli spazi, chiarisce l’ateneo, sarebbe quindi in contrasto con l’articolo 9 della legge 28 del 2000, che disciplina la comunicazione istituzionale in periodo elettorale per garantire la par condicio, ovvero l’equilibrio tra le diverse forze politiche.
La replica del collettivo Tamr: «Una scelta incoerente»
La risposta del collettivo Tamr non si è fatta attendere. In una nota, gli organizzatori definiscono la decisione «sorprendente» e «incoerente» rispetto agli impegni assunti dallo stesso ateneo, che di recente – attraverso una mozione del Senato Accademico – aveva ribadito la volontà di promuovere dibattiti pubblici e interdisciplinari su crisi internazionali, con l’obiettivo di «diffondere una cultura di giustizia e pace».
«L’università ha un ruolo centrale nel garantire che il dibattito pubblico non venga impoverito», scrive il collettivo, che chiede un riesame della decisione e l’assegnazione di uno spazio adeguato e sicuro per lo svolgimento dell’iniziativa.
Chi parteciperà all’incontro
Oltre a Greta Thunberg, all’evento – che dovrebbe comunque tenersi in una sede alternativa – interverranno Simone Zambrin, attivista veronese reduce dalla missione umanitaria Global Sumud Flotilla, e Maya Issa, rappresentante del movimento degli studenti palestinesi. L’obiettivo dell’incontro è offrire uno spazio di riflessione sul conflitto in corso e sulle condizioni della popolazione civile a Gaza.
La questione degli spazi universitari
Il caso riapre il dibattito sul ruolo degli atenei come luoghi di confronto e partecipazione democratica. Tamr sottolinea che il rifiuto dell’aula contraddice le linee guida dell’università stessa, che in più occasioni si è detta favorevole a ospitare iniziative su temi internazionali e di attualità.
«Confidiamo che l’università confermerà con i fatti ciò che ha espresso nelle intenzioni», conclude il collettivo. L’auspicio è che l’incontro possa svolgersi comunque, in un contesto rispettoso e sicuro, pur se al di fuori delle aule accademiche.
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