Tre arresti a Cortina e Roma: presunti boss romani cercavano di infiltrarsi nelle Olimpiadi

Operazione “RESET”: accusati di estorsione aggravata dal metodo mafioso e traffico di stupefacenti, mirror di un progetto a tre fasi per controllare spaccio, locali e appalti

Carabinieri

Tre persone sono state raggiunte da misure cautelari eseguite dai carabinieri a Cortina d’Ampezzo e a Roma, su disposizione della Procura di Venezia e su richiesta della DDA. L’operazione, denominata “RESET”, ha visto l’arresto di uno degli indagati (posto in carcere), l’applicazione dei domiciliari per un secondo e l’obbligo di dimora a Roma per il terzo. Contestualmente sono state effettuate perquisizioni nei confronti di altre quattro persone. Il capo d’accusa principale è estorsione aggravata dal metodo mafioso, nell’ambito di un gruppo dedito anche allo spaccio di stupefacenti.

Un progetto criminale strutturato in tre fasi

Secondo gli investigatori, l’indagine, avviata nel giugno 2024 dall’Antimafia e sviluppata su attività di stupefacenti coordinate dall’Autorità giudiziaria ordinaria di Belluno fin dalla fine del 2022, ha ricostruito un disegno criminoso articolato in tre stadi:

  • Primo stadio: l’acquisizione del controllo dello spaccio a Cortina d’Ampezzo tramite creazione di una rete di pusher e l’uso di minacce e violenze per piegare assuntori inadempienti e spacciatori esterni.

  • Secondo stadio: l’ingerenza diretta e indiretta nella gestione di locali della movida ampezzana, mediante imposizione di eventi, scelta di PR, DJ e buttafuori compiacenti — anche attraverso una società schermante con sede legale a Roma — con l’obiettivo di agevolare e monitorare lo spaccio all’interno dei locali.

  • Terzo stadio: il tentativo di inserirsi negli eventi privati e, in prospettiva, negli appalti legati alle Olimpiadi invernali “Milano‑Cortina 2026”, con modalità che avrebbero dovuto favorire un controllo corruttivo su commesse e forniture.

Legami con la criminalità romana e spavalderia ultrà

L’inchiesta ha evidenziato il ruolo centrale di due fratelli provenienti dalla Capitale, noti per precedenti e per l’appartenenza alla frangia degli “Irriducibili” della S.S. Lazio. Le relazioni con esponenti della malavita romana — e il riferimento all’ex capo ultras Fabrizio Piscitelli, detto “Diabolik” — sarebbero state ostentate come indice di potere e capacità intimidatoria. Dichiarazioni di un collaboratore di giustizia hanno confermato l’operatività e gli interessi del gruppo su Cortina.

Episodi violenti e pressioni su esercenti e amministratori

Il provvedimento ricostruisce numerosi episodi emblematici: un assuntore moroso caricato nel bagagliaio di un’auto e minacciato di morte, vari pestaggi di pusher “non autorizzati”, la minaccia di morte al titolare di un rifugio‑disco e l’aggressione — con minacce armate — a un organizzatore di eventi trascinato in un bosco e costretto a interrompere le attività e rendicontare gli incassi. È citata anche una tentata estorsione verso un componente della Giunta comunale di Cortina, effettuata con pressioni e messaggi minatori dopo aver proposto (senza richiesta) un presunto sostegno elettorale.

Metodi investigativi e prosecuzione delle indagini

Le indagini si sono sviluppate per oltre un anno mediante intercettazioni telefoniche, installazione di telecamere, osservazioni, pedinamenti ed escussioni di vittime e persone informate sui fatti. Nonostante il clima di intimidazione che inizialmente ha indotto gli interlocutori a non rivolgersi spontaneamente alle forze dell’ordine, le dichiarazioni raccolte in sede investigativa hanno avuto un ruolo determinante nella ricostruzione del quadro criminale. Le attività investigative proseguiranno per approfondire responsabilità e rapporti collegati al sodalizio.

Appello alle vittime e ai testimoni

Le autorità giudiziarie e i carabinieri invitano chiunque abbia informazioni utili relative alla vicenda — residenti, esercenti o terzi — a rivolgersi ai Carabinieri o alla Magistratura per collaborare alle indagini e contribuire a ricostruire ulteriori elementi probatori.

Redazione

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